4 Giugno 2021

Il contratto di convivenza

La Legge n. 76/2016 (cosiddetta legge Cirinnà) prevede la facoltà per i conviventi di fatto di regolare i rapporti patrimoniali (e non solo) relativi alla loro vita di coppia mediante il contratto di convivenza. Vediamo insieme gli aspetti essenziali di tale contratto e perché è importante stipularlo.

Chi può stipulare il contratto di convivenza.

Il contratto di convivenza può essere stipulato dai conviventi di fatto in possesso di tutti i seguenti requisiti:

  1. devono essere maggiorenni (anche dello stesso sesso);
  2. devono essere uniti stabilmente da un legame affettivo di coppia;
  3. non devono essere vincolati da rapporti di parentela, affinità o adozione, di matrimonio o unione civile.

Cosa si può regolamentare con il contratto di convivenza.

Con il contratto in discorso i conviventi possono disciplinare tutti gli aspetti patrimoniali e alcuni aspetti legati ai rapporti personali, in quanto di rilevanza economica, relativi alla loro vita insieme:

A mero titolo esemplificativo e non esaustivo, indichiamo:

  • la regolamentazione dell’uso della casa adibita a residenza comune della coppia;
  • la scelta di un regime di comunione legale;
  • le modalità di contribuzione alle necessità della coppia in relazione alle capacità reddituali e lavorative di ciascuno;
  • la nomina del proprio compagno/a come amministratore/amministratrice di sostegno;
  • le pattuizioni riguardanti i figli (ad esempio, gli accordi relativi alla suddivisione delle spese per il loro mantenimento).

Ricordiamo che con tale contratto, i conviventi non possono regolare i rispettivi rapporti successori: ciò è possibile solo con il testamento.

Come deve essere stipulato il contratto di convivenza.

Il contratto di convivenza deve essere redatto in forma scritta a pena di nullità, con atto pubblico o scrittura privata autenticata da un Avvocato o da un Notaio, che ne attestano la conformità alle norme imperative e all’ordine pubblico. Ai fini dell’opponibilità ai terzi, nei 10 giorni successivi, l’Avvocato o il Notaio che ha autenticato l’accordo, deve poi trasmetterne una copia al Comune di residenza dei conviventi per l’iscrizione all’anagrafe.

Quando e come si scioglie il contratto di convivenza.

Il contratto di convivenza si può sciogliere per una delle seguenti cause:

  • accordo delle parti;
  • recesso di uno dei contraenti;
  • matrimonio o unione civile tra i conviventi o tra un convivente e un’altra persona;
  • morte di uno dei conviventi.

L’ Avvocato o il Notaio che ha autenticato l’atto provvederà quindi a comunicare al Comune l’intervenuta risoluzione ai fini della pubblicità ai terzi.

Perchè stipulare il contratto di convivenza.

Questo tipo di contratto è molto diffuso nella nostra società e sono numerose le persone che chiedono assistenza agli avvocati di miOPPONGO.it su un argomento così delicato come questo. Mettere nero su bianco i reciproci diritti e obblighi garantisce non solo la stabilità della coppia, ma evita anche problemi in caso di cessazione della convivenza. Inoltre tale accordo, che costituisce titolo esecutivo, rappresenta un valido strumento di tutela per i contraenti: in caso di violazione del contratto infatti, il convivente adempiente, con l’assistenza di un avvocato, potrà rivolgersi al Giudice per ottenerne l’adempimento oppure agire esecutivamente nei confronti del contrente inadempiente.

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