28 Marzo 2023

TFR non pagato: cosa fare?

In questo articolo spieghiamo cos’è il TFR e come comportarsi se, terminato il rapporto di lavoro, il datore di lavoro non effettua il pagamento di quanto spettante al lavoratore.

Cos'è il TFR?

Il TFR (c.d. Trattamento di fine rapporto) è una somma di denaro che matura in dipendenza di tutti i rapporti di lavoro subordinato. L’art. 2120 c.c. dispone testualmente che “In ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro subordinato, il prestatore di lavoro ha diritto ad un trattamento di fine rapporto…” Quindi alla cessazione del rapporto di lavoro, a prescindere dalle ragioni che hanno determinato l’interruzione dello stesso (ad esempio licenziamento, dimissioni, raggiungimento dell’età pensionabile), il datore di lavoro è obbligato ad erogare al lavoratore la somma di denaro accantonata a titolo di TFR. Il TFR infatti, viene accantonato mensilmente dal datore di lavoro, di modo che, quando si verifica l’interruzione del rapporto di lavoro, gli importi messi da parte possano essere effettivamente liquidati.
Alla cessazione del rapporto di lavoro, il datore di lavoro è obbligato ad erogare al lavoratore il trattamento di fine rapporto.

Tuttavia può accadere che il datore di lavoro si rifiuti di corrispondere il TFR ovvero, non avendo messo da parte queste somme, non sia in grado di liquidare al lavoratore quanto dovuto.

In questi casi la legge riconosce al lavoratore la possibilità di agire nei confronti del datore di lavoro per recuperare quanto dovuto. Vediamo insieme le possibili strade da percorrere.

Come ottenere il pagamento del TFR?

Se il datore di lavoro non paga il TFR, occorre anzitutto inviare a quest’ultimo una formale lettera di messa in mora (c.d. diffida ad adempiere) con la quale gli si intima di pagare quanto dovuto al lavoratore a titolo di TFR.
Nella lettera è fondamentale chiedere espressamente al datore di lavoro la liquidazione delle somme dovute a titolo di TFR.

Successivamente se il datore di lavoro non paga o addirittura non riscontra la diffida, si renderà necessario avviare un’azione giudiziale di recupero credito.
In particolare il lavoratore, con l’assistenza di un avvocato potrà chiedere al Tribunale competente in funzione del Giudice del lavoro, l’emissione di un decreto ingiuntivo. Trattasi in parole semplici di un provvedimento con cui il Giudice ingiunge e quindi ordina al datore di lavoro di pagare immediatamente (laddove il decreto ingiuntivo sia stato emesso immediatamente esecutivo) o entro il termine di 40 giorni, quanto dovuto al lavoratore.
Generalmente nel decreto il Giudice ingiunge al datore di lavoro di pagare non solo quanto dovuto al lavoratore a titolo di TFR ma anche le spese legali sostenute dal lavoratore per ottenere l’ingiunzione di pagamento.
Con il decreto ingiuntivo di cui sopra, che se non opposto dal datore di lavoro nel termine di 40 giorni vale quale titolo esecutivo (al pari di una sentenza), è possibile agire esecutivamente nei confronti della società datrice di lavoro es. pignorando il conto corrente o i crediti che questa vanta nei confronti dei terzi, oppure anche i beni immobile di cui è proprietario, cosi da soddisfare il proprio credito.

E se il lavoratore non dovesse conoscere i beni di cui è proprietario il datore di lavoro?

Nessuno problema: il nostro ordinamento consente al debitore e quindi al lavoratore, di potere effettuare la ricerca dei beni da pignorare ( sul punto leggi La ricerca telematica dei beni da pignorare).
Quindi, la procedura per recuperare quanto dovuto a titolo di TFR è la medesima prevista nel caso in cui il datore di lavoro non paga lo stipendio al lavoratore (sul punto leggi, Stipendio non pagato: cosa fare?).

Inoltre, laddove ne ricorrano i presupposti il lavoratore, con l’assistenza di un avvocato, il lavoratore può anche presentare istanza di fallimento nei confronti dell’azienda datrice di lavoro, al fine di ottenere il pagamento di quanto dovuto.

Il Fondo di Garanzia dell'INPS per recuperare il TFR non pagato.

Non sono pochi i casi in cui la società datrice di lavoro, non possa pagare il TFR al lavoratore, perché si trova in stato di insolvenza o è stata dichiarata fallita.
In tale caso il lavoratore, avrà la possibilità di rivolgersi al Fondo di Garanzia per ottenere il pagamento del TFR e, se non pagati, anche degli ultimi 3 stipendi.
Tuttavia, per poter accedere al Fondo di Garanzia devono sussistere dati presupposti:

  1. dovrà essere accertato lo stato di insolvenza o il fallimento del datore di lavoro;
  2. il rapporto di lavoro dovrà essere cessato;
  3. il credito deve essere liquidato.

Laddove il datore di lavoro non sia soggetto a fallimento, il lavoratore potrà comunque chiedere l’intervento del Fondo di Garanzia: il tal caso infatti è necessario che i tentativi di pignoramento eseguiti dal lavoratore, siano risultati negativi (sul punto leggi, Fondo di garanzia INPS per il pagamento del TFR).

Il consiglio degli avvocati di mioppongo.it.

La procedura per recuperare il TFR può risultare molto complessa.
Può infatti accadere che l’azienda datrice di lavoro, ricevuta la diffida, soprattutto se inviata da un avvocato, provveda subito al pagamento di quanto dovuto al lavoratore. In altri casi invece, si rende necessaria la richiesta di un decreto ingiuntivo e addirittura l’istanza al Fondo di Garanzia laddove il patrimonio dell’azienda non sia capiente. Per tale motivo, è consigliabile agire con solerzia e in modo corretto, facendosi quindi assistere da un avvocato esperto in materia, al fine di non vedere pregiudicati i propri diritti.

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