24 Maggio 2023

Rottamazione quater cartelle: cosa succede se non si paga una rata?

Il termine di presentazione della domanda di rottamazione quater è stato prorogato dal 30 aprile 2023 al 30 giugno 2023. Non sono pochi i contribuenti che temono di non riuscire a pagare le rate della rottamazione. Quindi ci si chiede: cosa accade se non si riesce a pagare una rata del piano di ammortamento? Vediamo insieme come procedere in tale ipotesi.

Rottamazione quater: il piano di rateazione

Il contribuente che entro il 30 giugno 2023 decide di presentare istanza di rottamazione quater, deve sapere che l’importo “rottamato” dovrà essere versato in un’unica soluzione o ratealmente fino ad un massimo di 18 rate trimestrali.

Di seguito riportiamo il prospetto con le nuove scadenze, così come stabilito dall’art. 4 “Proroga di termini in materia fiscale” del Decreto Legge n. 51 del 10 maggio 2023 (fonte, Leggi d’Italia):

  • 30 giugno 2023: termine per la presentazione delle istanze di rottamazione quater;
  • 31 ottobre 2023: termine di pagamento delle somma “rottamata” in un’unica soluzione;

ovvero, in caso di pagamento rateale:

  • 31 ottobre 2023: termine per il pagamento della 1^ rata (pari al 10% dell’ammontare “rottamato” dovuto),
  • 30 novembre 2023: termine per il pagamento della 2^ rata  (pari al 10% dell’ammontare “rottamato” dovuto),
  • 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 31 novembre degli anni successivi: termini di pagamento delle successive 16 rate.

Rottamazione quater: cosa accade se non si riesce a pagare una rata?

Per molti contribuenti, il rischio della rottamazione quater è di non riuscire a pagare tutte le rate previste dal piano di ammortamento e di dover, quindi, ripagare l’intero debito (comprensivo di sanzioni, interessi e altri oneri).

La normativa sul punto prevede infatti che, l’insufficiente o tardivo versamento, superiore a 5 giorni, anche di una sola rata, comporta la decadenza dalla rottamazione con conseguente annullamento degli effetti della Definizione Agevolata, nonché il ripristino dei termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi oggetto di dichiarazione.

Dunque, in tale ipotesi i versamenti effettuati vengono acquisiti a titolo di acconto dell’importo complessivamente dovuto a seguito dell’affidamento del carico e non determinano l’estinzione del debito residuo.
L’ Agenzia delle Entrate Riscossione quindi, potrà proseguire l’attività di recupero del debito (ad esempio attraverso pignoramento, ipoteca, ecc).

Il consiglio degli avvocati di mioppongo.it

Per evitare questa situazione, è fondamentale valutare la convenienza della rottamazione quater attraverso il calcolo dell’incidenza del risparmio (quantificabile in sanzioni e interessi azzerati) sul costo della rottamazione stessa.

Ovviamente tale calcolo va effettuato per ogni singola cartella.

A tal fine, è anzitutto consigliabile chiedere all’Agenzia delle Entrate Riscossione il “Prospetto Informativo di Definizione Agevolata” ove è riportato il dettaglio di cartelle, avvisi di accertamento e avvisi di addebito a carico del contribuente che rientrano nella Definizione Agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023.
Una volta ottenuto il Prospetto occorre valutare, per ogni singola cartella la convenienza all’ Adesione: alcuni atti fiscali indicati nel Prospetto infatti, potrebbero anche essere non dovuti in quanto prescritti (sul punto leggi, Cartella esattoriale: quando si prescrive?).

In alternativa per il contribuente potrebbe anche essere conveniente rottamare solo alcune cartelle e, se del caso, suddividere l’adesione alla Definzione Agevolata in due o più istanza di rottamazione.

In tal caso infatti, ad ogni istanza sarà “associato” un distinto piano di rateazione.
Tale soluzione consentirebbe ai contribuenti, qualora si trovassero in difficoltà economica e quindi non in grado di versare tutte le rate, di decidere quale “piano di ammortamento” di cui alla rottamazione mantenere ancora valido, in modo da continuare a beneficiare della cancellazione delle sanzioni, degli interessi e dell’aggio e, invece, da quale piano decidere di decadere.

In tale ipotesi quindi, sarà possibile continuare a beneficiare della rottamazione sia pure parzialmente.

Esempio di rottamazione quater

Per comprendere meglio quanto abbimo detto poc’anzi, facciamo un esempio.

In base al Prospetto Informativo ottenuto dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, al contribuente Caio risulta un debito residuo da pagare in Definizione Agevolata di Euro 150.000,00, in luogo di quello originario di Euro 200.000,000 ottenendo, di fatto, un risparmio fiscale di Euro 50.000,00.
Essendo il costo della rottamazione molto alto, è opportuno per Caio valutare di predisporre più domande di Definizione agevolata, in modo da ottenere più piani di rateazione e quindi alleggerire il carico di ognuna di esse. In caso di mancanza di liquidità futura, infatti, il contribuente potrà optare per la rinuncia ai piani di rateazione meno convenienti, evitando di compromettere la sostenibilità finanziaria complessiva dell’operazione. Gli importi a debito di cui alle cartelle rottamate, le cui rate non sono state pagate, torneranno ad essere dovuti in misura “piena,” quindi con l’applicazione delle sanzioni in precedenza cancellate, gli interessi e l’aggio per la riscossione.

Conclusioni

Se hai pendenze con l’Agenzia delle Entrate Riscossione, ti consigliamo di rivolgerti a professionisti competenti in materia al fine di verificare la convenienza nell’aderire alla rottamazione quater, e quindi la soluzione a te più conveniente.  

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