26 Aprile 2023

Pignoramento della pensione: nuovo limite di impignorabilità

La legge 21 settembre 2022 n. 142, che ha convertito il c.d. Decreto Aiuti bis, ha modificato i limiti di impignorabilità delle pensioni. Cerchiamo di capire in concreto come funziona e come si applica il nuovo limite di pignorabilità delle pensioni.

Il pignoramento presso terzi e il nuovo limite di pignorabilità.

Tra le forme di pignoramento disciplinate nel nostro ordinamento, il pignoramento presso terzi è senza dubbio una delle più utilizzate.
Il creditore può rivolgersi a un creditore del proprio debitore (es. il datore di lavoro, l’INPS, …) per intercettare le somme che spetterebbero al debitore ed incamerarle al fine di soddisfare il proprio credito.
L’art. 545 del Codice di procedura civile indica quali sono i crediti che non possono essere pignorate nell’ambito di un pignoramento presso terzi.
L’articolo distingue tra crediti assolutamente impignorabili (ad esempio i sussidi di sostentamento a persone comprese nell’elenco dei poveri) e crediti che possono essere pignorati ma entro un certo limite.
Nella seconda ipotesi rientrano le somme percepite a titolo di pensione.
Il comma 7 dell’art. 545 c.p.c. prevedeva, fino al 22 settembre 2022, che “Le somme da chiunque dovute a titolo di pensione […] non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente alla misura massima dell’assegno sociale, aumentato della metà.”.
Successivamente al 22 settembre 2022 la norma, modificata dal c.d. Decreto aiuti-bis (D.L. 9.8.2022, n. 115), prevede invece che “Le somme da chiunque dovute a titolo di pensione […] non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente al doppio della misura massima mensile dell’assegno sociale, con un minimo di 1.000 euro.”.
Cerchiamo di capire in concreto come funziona e come si applica il limite di pignorabilità.

Quale norma si applica?

In caso di pignoramento per cui, alla data del 22 settembre 2022, sia stata già emessa un’ordinanza di assegnazione somme e sia anche decorso il termine per la sua impugnazione (20 giorni decorrenti dall’emissione o dalla notifica dell’ordinanza), allora si applica la norma in vigore fino al 22 settembre 2022 e le somme percepite a titolo di pensione saranno pignorabili solo per la somma che eccede la misura massima mensile dell’assegno sociale, aumentato della metà.
La norma con i nuovi limiti di pignoramento introdotti dal Decreto Aiuti-bis si applica:

  • a tutti i pignoramenti notificati dopo il 22 settembre 2022;
  • ai pignoramenti notificati prima di tale data e per i quali non sia stata ancora emessa l’ordinanza di assegnazione somme;
  • ai pignoramenti già oggetto di ordinanza di assegnazione somme che potrebbe però essere opposta entro il 22 settembre 2022 (i debitori potrebbero fare opposizione alle ordinanze che non rispettino il nuovo limite di impignorabilità nell’operare l’assegnazione).

Fino a che importo è pignorabile la pensione che percepisco mensilmente?

Per individuare la somma impignorabile, la norma attualmente in vigore utilizza due parametri alternativi tra loro:

  • il doppio della misura massima mensile dell’assegno sociale. La misura dell’assegno sociale è stata fissata in € 468,28 per 13 mensilità per il 2022 (Circolare INPS n. 33 del 28 febbraio 2022 Allegato 1) e in € 503,27 per 13 mensilità per il 2023 (Circolare INPS n. 135 del 22 dicembre 2022);
  • € 1.000, quale soglia minima, applicabile solo se il doppio dell’assegno sociale sia inferiore ad essa. Pertanto:
    ove il doppio dell’assegno sociale sia inferiore a € 1.000, si applicherà la soglia minima.
    Se consideriamo l’importo dell’assegno sociale fissato nel 2022 e lo raddoppiamo, otteniamo l’importo di € 936,56; pertanto in tal caso si applica la soglia minima e la pensione sarà pignorabile solo per l’importo che ecceda la somma di € 1.000;
    ove il doppio dell’assegno sociale sia maggiore di € 1.000, non si applicherà la soglia minima, bensì l’importo individuato raddoppiando la somma dell’assegno sociale.
    Se prendiamo ad esempio l’importo dell’assegno sociale fissato nel 2023 e lo raddoppiamo otteniamo l’importo di € 1.006,54; pertanto in tal caso si applica questo importo e non quello della soglia minima e la pensione sarà pignorabile solo per l’importo che ecceda la somma di € 1.006,54.

Cosa succede se la mia pensione mensile è più alta?

Se la pensione mensile supera la somma di € 1.000, o la somma maggiore pari al doppio dell’assegno sociale (€ 1.006,54 per il 2023), la parte eccedente può essere pignorata, sempre secondo quanto stabilito dall’art. 545 comma 7 c.p.c., “nei limiti previsti dal terzo, quarto e quinto comma nonché dalle speciali disposizioni di legge”.
Quali sono questi limiti? La risposta dipende dal tipo e dal numero di creditori:

  • se il credito è di tipo alimentare (alimenti dovuti ad un parente ex art. 433 c.c.) la misura pignorabile è individuata dal Presidente del Tribunale o da un giudice da lui delegato;
  • se il creditore è lo Stato, un ente locale, o qualsiasi altro creditore (Es. banche, finanziarie, …) la misura pignorabile è pari a un quinto;
  • se sono presenti più creditori (a prescindere dalla natura / origine del credito), la parte eccedente potrà essere pignorata al massimo per metà della somma.

Un esempio:

  • pensione mensile € 1.300
  • pignoramento notificato dopo il 22 settembre 2022 somma pignorabile € 293,46 (1.300 – 1.006,54 = 293,46);
  • somma che può ottenere il singolo creditore che effettua il pignoramento € 58,69 (293,46 / 5 = 58,69);
  • somma massima che possono ottenere complessivamente più creditori che effettuano più pignoramenti € 146,73 (293,46 / 2 = 146,73).

Cosa succede alle somme che ho sul conto corrente e che ho messo da parte, risparmiando la mia pensione?

Se la pensione mensile del debitore è sotto la soglia di pignorabilità (€ 1.000 o il doppio dell’assegno sociale mensile), il creditore potrebbe pignorare le somme giacenti sul conto corrente intestato al debitore.
In tal caso, per le sole somme accreditate a titolo di pensione, si applicheranno i seguenti limiti (non applicabili alle somme accreditate ad altro titolo):

  • se accreditate prima della data del pignoramento:
    l’ultimo accredito prima del pignoramento è pignorabile per l’importo eccedente il triplo dell’assegno sociale;
    i precedenti accrediti, secondo la Corte di Cassazione e l’ABF, sarebbero pignorabili per l’intero;
  • se accreditate alla data del pignoramento o successivamente, sono pignorabili per la somma eccedente il maggiore tra € 1.000 o il doppio dell’assegno sociale mensile.

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