27 Aprile 2024

La decadenza delle cartelle esattoriali

Le cartelle di pagamento devono essere notificate ai contribuenti entro termini ben precisi stabiliti dalla legge e variabili in base al tipo di tributo, alle sanzioni amministrative e ai contributi INPS in arretrato. Se l’Agenzia delle Entrate Riscossione non rispetta i tempi di notifica, le cartelle risultano nulle. Vediamo insieme come funziona la decadenza della cartella esattoriale e cosa può fare il contribuente che ne riceve una cartella oltre i termini.

Che cos'è la cartella esattoriale?

La cartella esattoriale, conosciuta anche come cartella di pagamento, è l’atto con cui l’ Agenzia delle Entrate – Riscossione, o altro ente creditore deputato alla riscossione dei crediti, comunica al cittadino la pretesa di pagamento, da effettuarsi entro 60 giorni dal ricevimento (cosidetta notifica della cartella esattoriale) della suddetta cartella.

Decorso inultimente tale termine senza che il contribuente abbia effettuato il pagamento, l’ente procede al recupero forzoso delle somme indicate nella cartella, tramite il pignoramento dei beni del debitore o iscrivendo ipoteca sui beni immobili di quest’ ultimo (sul punto, leggi L’ipoteca sugli immobili per i debiti tributari).

La cartella di pagamento si compone sostanzialmente di 4 voci:

  • CAPITALE – Costituito dalle somme originariamente dovute e non versate dal cittadino, per le quali si procede alla riscossione. Il capitale può essere costituito da imposte e tributi (si pensi ad esempio all’ I.V.A., all’ I.R.P.E.F, all’ I.R.A.P.), oppure da sanzioni di carattere amministrativo (come ad esempio le multe stradali, le sanzioni per il protesto di assegni e cambiali) o penali ( cioè, conseguenti a condanne penali).
  • INTERESSI – Trattasi degli interessi maturati prima dell’emissione della cartella esattoriale e dovuti dal contribuente per il ritardato pagamento.
  • SANZIONI – Le sanzioni per l’omesso pagamento, sono calcolate in percentuale sul capitale e sulla base del ritardo.
  • ONERI DI RISCOSSIONE – Conosciuti anche come “aggio”, che consistono nei compensi spettanti all’Agenzia delle Entrate – Riscossione per la propria attività di recupero crediti.

La cartella esattoriale quindi, svolge una duplice funzione: da un lato, serve a quantificare esattamente ed ufficialmente le somme che il contribuente destinatario deve all’Erario e, dall’altro lato, ha la funzione di anticipare l’esecuzione forzata consentendo al contribuente, nel termine di 60 giorni dalla notifica della cartella, di evitarla tramite il pagamento, o la richiesta di rateizzazione.

Che cos'è la decadenza della cartella esattoriale?

La cartella di pagamento deve essere notificata al contribuente da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, entro un lasso di tempo ben preciso, il c.d. termine di decadenza.

Se l’Ente non notifica la cartella di pagamento entro il cit. termine previsto dalla legge, decade dal potere di riscossione e quindi perde la possibilità di riscuotere il credito a mezzo ruolo.

Tuttavia, resta salvo il credito preteso, che potrebbe comunque essere recuperato tramite le procedure ordinarie previste dal nostro ordinamento giuridico.

La decadenza della cartella esattoriale comporta la perdita del potere di riscuotere il credito a mezzo ruolo.

La decadenza della cartella esattoriale non deve essere confusa con la prescrizione della cartella esattoriale (sul punto leggi, Cartella esattoriale: quando si prescrive?).

Trattasi infatti di due istituti diversi tra loro.

La decadenza della cartella esattoriale comporta la perdita del potere di riscuotere il credito a mezzo ruolo.

La prescrizione della cartella esattoriale invece, comporta l’estinzione del diritto di credito. Una volta decorsa, l’ente creditore non può più chiedere il pagamento né tramite ruolo, né tramite altre procedure.

Inoltre i termini di decadenza non possono essere né sospesi, né interrotti.

I termini di prescrizione invece, possono essere sia sospesi che interrotti. Un esempio di atto interruttivo della prescrizione è la richiesta di pagamento avanzata dall’Agenzia delle Entrate Riscossione, mediante la notifica di un’intimazione di pagamento. Oppure ancora si pensi ad un atto di riconoscimento del debito da parte del contribuente, come ad esempio la rateizzazione della cartella richiesta senza riserva.

Dal giorno dell’interruzione, il termine di prescrizione inizia a decorrere ex novo.

I termini di decadenza, come anticipato, variano in base al tipo di credito da riscuotere.

La decadenza della cartella esattoriale per imposte sul reddito.

La cartella di pagamento avente ad oggetto la riscossione delle imposte sul reddito (si pensi ad esempio all’IVA, IRES, ecc.) deve essere notificata, a pena di decadenza, entro i termini stabiliti nell’art 25 del D.P.R. N. 602/1973 che variano in base al caso specifico.

I casi più comuni sono:

  1. Accertamento definitivo;
  2. Liquidazione automatica;
  3. Controllo formale.

Analizziamoli in estrema sintesi.

Accertamento definitivo.

La cartella esattoriale deve essere notificata entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo.

Sul punto, suggeriamo la lettura dell’articolo “Avviso di accertamento: cos’è e come difendersi

Liquidazione automatica.

La cartella esattoriale deve essere notificata entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione.

Controllo formale.

La cartella esattoriale deve essere notificata entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione.

La decadenza della cartella esattoriale per sanzioni amministrative.

La cartella di pagamento avente ad oggetto le sanzioni amministrative, per violazioni al Codice della Strada, di spettanza comunale, deve essere notificata al contribuente entro due anni dalla consegna del ruolo, a pena di decadenza, giusto il disposto normativo dell’ art. 3 del D.L. N. 203/2005.

Sul punto è bene ricordare che la norma trova applicazione solo nelle ipotesi di sanzioni amministrative di spettanza comunale, quindi di “multe”, elevate dalla Polizia Comunale e non anche per quelle elevate dai Carabieniri, Polziia di Stato, duqnue Autorita non facenti capo al Comune.

La decadenza della cartella esattoriale per contributi INPS.

Nel procedimento di riscossione mediante ruolo dei crediti contributivi, l’unico termine di decadenza previsto dalla legge riguarda l’obbligo di rendere esecutivo il ruolo.

In particolare l’INPS, giusto il disposto dell’art. 25 D.Lgs n. 46/99  ha l’obbligo di rendere esecutivi i ruoli entro:

  • il 31 dicembre dell’anno successivo al termine fissato per il versamento, per i contributi o premi non versati dal debitore; in caso di denuncia o comunicazione tardiva o di riconoscimento del debito, tale termine decorre dalla data di conoscenza da parte dell’ente;
  • il 31 dicembre dell’anno successivo alla data di notifica del provvedimento per i contributi o premi dovuti in forza di accertamenti effettuati dagli uffici;
  • il 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui il provvedimento è divenuto definitivo per quelli sottoposti a gravame giudiziario.

E’ bene precisare che i suddetti termini decadenziali valgono per le debenze maturate dopo l’1.1.2001 (arT. 1, comma 20^ D.L. N.  346/2000).

Ma cosa vuol dire “rendere esecutivo il ruolo“?

Anzitutto va detto che il ruolo è l’elenco dei debitori formati, in questo caso dall’INPS, che non hanno pagato gli importi dovuti nei termini di legge.

Ai sensi dell’articolo 12, comma 4^, del D.P.R. N. 602/73 il ruolo è reso esecutivo mediante la sottoscrizione da parte del titolare dell’ufficio o di un suo delegato.

La data in cui il ruolo è reso esecutivo deve essere riportata nella successiva richiesta di pagamento in modo da consentire al contribuente di conoscere e verificare la tempestività dell’adempimento.

Una volta reso esecutivo il ruolo, questo viene consegnato all’Agente della Riscossione affinchè proceda alla notifica della cartella esattoriale al contribuente.

Dal 1^ gennaio 2011 la riscossione coattiva dei crediti previdenziali INPS è effettuata mediante un avviso di addebito notificato dallo stesso INPS, che ha valore di titolo esecutivo per la riscossione e che sostituisce la cartella di pagamento.

In ragione di quanto sopra, possiamo quindi dire non è previsto un termine di decadenza per la notifica della cartella, ovvero dell’avviso di addebito INPS, avente ad oggetto crediti contributivi.

L’unico termine da rispettare è quindi quello di prescrizione (sul punto leggi, La prescrizione dei contributi INPS).

Cartella esattoriale notificata oltre i termini: cosa fare?

Se la cartella di pagamento viene notificata oltre i termini di decadenza sopra indicati, il contribuente ha la possibilità di impugnare l’atto ricevuto nei termini e nei modi previsti dalla legge, al fine di ottenerne l’annullamento. Sul punto, suggeriamo la lettera del nostro articolo “Come impugnare una cartella esattoriale

Se anche Tu hai ricevuto una cartella di pagamento, ti consigliamo di rivolgerTi a professionisti competenti in materia. Gli avvocati di miOPPONGO.it, con la loro esperienza pluriennale in materia, potranno verificare se sussistono effettivamente gli estremi per un’eventuale impugnazione dell’atto impositivo ricevuto, nonchè indicarTi la soluzione più adeguata al Tuo caso.

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