8 Marzo 2024

Il sequestro conservativo dei beni del debitore

Il nostro ordinamento contempla una misura cautelare e preventiva denominata sequestro conservativo. L'istituto, disciplinato dall'articolo 617 del codice di procedura civile, permette alla parte creditrice di ottenere il blocco dei beni del debitore, così da garantire il saldo della somma dovuta. Vediamo insieme cos’è il sequestro conservativo e come funziona.

Cos'è il sequestro conservativo.

Chi deve ottenere il pagamento di una somma di denaro può agire nei confronti del proprio debitore, in diversi modi.
Generalmente si inizia cercando di trovare una soluzione bonaria e quindi stragiudiziale, con il debitore. A volte si riesce ad ottenere la somma dovuta con un accordo bonario, ad esempio attraverso la procedura di negoziazione assistita. Altre volte invece, si rende necessario agire giudizialmente contro il debitore per recuperare quanto dovuto, ad esempio tramite la richiesta di un decreto ingiuntivo.
Tuttavia l’azione giudiziale contro il debitore consente di incassare l’importo dovuto, soltanto se questi possiede beni su cui far valere le proprie ragioni.

Quando invece il debitore è nullatenente non c’è molto da fare.
Per tale ragione il legislatore ha previsto la possibilità di conservare la garanzia patrimoniale del debitore, attraverso il sequestro conservativo.
Attraverso il sequestro conservativo il debitore proprietario non può disporre liberamente dei propri beni e non può compiere operazioni sugli stessi, come ad esempio una vendita oppure un trasferimento.

Dunque il sequestro conservativo rappresenta uno strumento che assicura la conservazione della garanzia patrimoniale del credito.
Lo scopo infatti, è di evitare che i beni mobili e immobili, nonché le somme del debitore, vengano sottratti mediante atti di disposizione, pregiudicando di conseguenza il diritto di credito.
In vista dell’esecuzione forzata, quindi, sarà possibile conservare alcuni beni ed eventuali atti dispositivi posti in essere dal debitore non producono alcun effetto nei confronti del sequestrante.

Con il sequestro conservativo i beni del debitore vengono vincolati al fine di non pregiudicare il deiritto del creditore.

Il vincolo che si costituisce mediante il sequestro conservativo è molto simile a quanto avviene con il pignoramento.
Giusto il disposto dell’art. 671 del codice di procedura civile, infatti, quando il creditore ha la fondata paura di perdere la garanzia del proprio credito può avvalersi della facoltà di rivolgersi all’autorità giudiziaria.
Quest’ultima potrà successivamente autorizzare il sequestro conservativo dei beni e delle somme del debitore, nei limiti in cui la normativa ne consente il pignoramento.

Sequestro conservativo: quando può essere chiesto?

Alla luce di quanto emerso, l’istanza volta a ottenere il sequestro conservativo può essere presentata nel momento in cui sussiste il timore di non avere più la garanzia del proprio credito.
Naturalmente tale circostanza deve essere accertata dal giudice. In caso di esito positivo verranno conservati i beni in vista dell’esecuzione forzata e quindi il relativo proprietario non potrà porre in essere alcuna operazione, perché eventuali atti dispositivi saranno privi di efficacia.
L’istanza viene proposta quando il creditore non può avvalersi di alcun titolo esecutivo, utile per intraprendere l’esecuzione forzata.

Bisogna comunque considerare che il sequestro conservativo potrebbe aggravare la situazione del debitore che, non potendo disporre dei suoi beni, sarà impossibilitato dal metterli in vendita al fine di ricavare liquidità utile a saldare i debiti.
Per poter autorizzare il sequestro conservativo dei beni del debitore è fondamentale che ricorrano due presupposti, cioè il periculum in mora e il fumus bonis iuris

Periculum in mora.
Il periculm in mora riguarda l’esistenza di un rischio effettivo, ovverosia di un reale e concreto pregiudizio che incide sul diritto di credito. In buona sostanza deve presentarsi il timore che il soggetto moroso possa compiere atti dispositivi che diminuiscono la garanzia patrimoniale. Egli, ad esempio, potrebbe liquidare l’intero patrimonio in modo da non versare quanto dovuto. Per questo motivo è fondamentale valutare i comportamenti dello stesso e la situazione patrimoniale nel complesso.
Fumus boni iuris.

Il fumus bonis iuris, invece, riguarda l’esistenza di tutta una serie di elementi che fanno ritenere fondato e motivato il credito dunque, l’istanza di sequestro conservativo.
Non si tratta di una piena prova, in quanto se così fosse si potrebbe ottenere da subito un titolo esecutivo.
Per promuovere la richiesta è determinante che i due presupposti siano reali, considerato che l’assenza di uno dei due non consentirà di proseguire con l’azione.

E’ fondamentale quindi che il creditore, assistito da un avvocato, spieghi e fornisca la prova puntuale circa la sussistenza dei sopra indicati presupposti

Sequestro conservativo: come funziona?

ll sequestro conservativo viene autorizzato, su istanza della parte creditrice, dal giudice.
Più nello specifico, il giudice non provvede a individuare quali sono gli elementi del patrimonio da sottoporre a sequestro, in quanto tale incombenza spetta al creditore nel momento in cui attua la misura.

In altre parole, l’ Autorità giudiziaria si limita soltanto a stabilire la soglia massima entro la quale essa può essere attuata.
Essendo un’anticipazione del pignoramento, il sequestro conservativo si esegue nelle medesime forme, ma l’attuazione è differente a seconda che abbia ad oggetto beni immobili mobili oppure crediti.
A tal riguardo l’articolo 513 del codice di procedura civile prevede che l’ufficiale giudiziario potrà cercare le cose da pignorare osservando le necessarie cautele e presso la casa o negli altri posti che appartengono al debitore, allontanando all’occorrenza le persone che disturbano, vincendo la resistenza posta dal debitore e richiedendo l’intervento della forza pubblica.

Per i beni immobili il sequestro conservativo prevede la trascrizione del provvedimento presso l’ufficio del conservatore dei registri immobiliari del luogo in cui si trovano i beni e per la custodia si segue la stessa disciplina del pignoramento.
Nell’ipotesi di beni mobili, invece, i beni che si possono pignorare sono solo quelli appartenenti al debitore e non a terzi. Vengono considerati del debitore quelli presenti nella sua abitazione oppure negli altri luoghi a lui appartenenti. Una volta sequestrati questi beni saranno affidati al custode.

Infine, per i crediti, è necessario notificare l’atto sia al debitore e al soggetto sequestrato.
Il sequestro si perfeziona quando il debitore del soggetto sequestrato rende una dichiarazione, per iscritto oppure in udienza. in cui riconosce la sua posizione.
Diversamente, il creditore sarà tenuto a chiedere l’accertamento del rapporto obbligatorio intercorrente fra le parti e solo dopo averlo ottenuto si potrà continuare con l’azione.
Con il medesimo provvedimento mediante il quale il giudice autorizza il sequestro conservativo, oppure anche attraverso un atto successivo, il giudice può disporre la vendita facendo riferimento alle stesse modalità previste per le cose oggetto di pignoramento. Le somme ricavate dalla vendita, dunque, rimangono sequestrate al posto delle cose vendute.

Sequestro conservativo: può essere revocato?

Il sequestro conservativo può essere revocato.
Attraverso un’ordinanza non impugnabile infatti, il giudice istruttore può disporre la revoca del sequestro conservativo.
Ciò potrà avvenire solo se il debitore presta adeguata cauzione per l’ammontare del credito con le relative spese, per cui il sequestro sarà trasferito dai beni alla cauzione.

Da precisare che, diversamente da quello che accade per il pignoramento, per il sequestro la cauzione non deve essere per forza prevedere il versamento di una somma di denaro.
Tecnicamente il sequestro conservativo si rivela una sorta di pignoramento in via anticipata, proprio perché eseguito nelle medesime forme e con gli stessi limiti di tale istituto.
Infatti, nel momento in cui il creditore ottiene una sentenza di condanna esecutiva (anche non definitiva) , il sequestro si converte in pignoramento.
Il sequestro conservativo verrà poi convertito in pignoramento vero e proprio quando il sequestrante ottiene la condanna esecutiva.

Conclusioni.

Con il sequestro conservativo, il creditore di una somma di denaro o di altre cose fungibili il quale ha il fondato timore che, nel tempo necessario ad accertare il credito, il debitore si spogli del proprio patrimonio, può chiedere il sequestro conservativo di alcuni beni del debitore.

Tuttavia è bene precisare che, nel chiedere l’autorizzazione al sequestro conservativo è necessario che il creditore proceda in modo prudente e diligente. Ciò in quanto potrebbe rispondere degli eventuali danni cagionati al soggetto sequestrato, ad esempio laddove venisse successivamente accertata l’inesistenza dei presupposti sulla base dei quali era stata disposta la misura cautelare (ad esempio, inesistenza del credito azionato).

Pertanto, la consulenza e l’assistenza di un avvocato civilista competente in tale settore, è determinante per intraprendere un procedimento senza intoppi ed errori di valutazione.

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