24 Agosto 2021

Il piano di rientro del debito

Il piano di rientro del debito è uno strumento estremamente utile ed efficace per recuperare un credito. In questo articolo spieghiamo cos’è, come stipularlo e perché conviene sia al creditore che al debitore.

Cos'è il piano di rientro del debito?

Il piano di rientro del debito (chiamato anche piano di dilazione) è un accordo scritto tra creditore e debitore, di pagamento del debito con modalità differenti rispetto a quelle inizialmente stabilite. Con il piano di rientro infatti, il debitore si impegna ad estinguere il debito nei confronti del creditore in modo rateale.

Il piano di rientro deve contenere:

  1.  la data della stipula dell’accordo e l’indicazione precisa delle parti (creditore e debitore);
  2. la fonte da cui ha avuto origine il debito (es. contratto di fornitura di merce, nel caso di macato pagamento di una fattura commerciale oppure contratto di locazione, nel caso di mancato pagamento del canone di locazione);
  3. l’importo da versare al creditore (e anche quello che è stato eventualmente già pagato);
  4. indicazione dei tempi entro cui il debito deve essere pagato e dunque estinto. Quindi l’accordo deve indicare: numero di rate, ammontare di ciascuna rata (con eventuale maxirata di acconto o a saldo), scadenza di pagamento di ciascuna rata.
  5. la rinuncia del creditore ad agire esecutivamente nei confronti del debitore durante la validità del piano di rientro.
  6. l’esplicita indicazione che con il puntuale versamento delle rate concordate il debito è estinto.
  7. firma delle parti.

Quanto appena indicato costituisce il contenuto minimo essenziale di un piano di rientro. Tuttavia, è possibile inserire anche altre indicazioni. Ad esempio, per tutelare maggiormente il creditore, gli avvocati di miOPPONGO.it consigliano di inserire anche delle “clausole di salvaguardia” come ad esempio:

  • il riconoscimento dell’entità del debito da parte del debitore, in base alla quale si potrà ottenere in futuro un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo, qualora questi non dovesse rispettare il piano di rientro  ed eliminare il rischio di contestazioni strumentali e pretestuose da parte del debitore;
  • la decadenza dal beneficio del termine, che facoltizza il creditore ad esigere l’intero debito in caso di mancato o non tempestivo pagamento di una rata;
  • l’esclusione del carattere novativo dell’accordo, in base alla quale si potrà eventualmente chiedere l’intero debito in caso di mancato pagamento delle rate (e non solo l’importo a stralcio originariamente concordato nell’accordo);
  • l’acquisizione di garanzie accessorie per ridurre il rischio di credito connesso all’ulteriore dilazione concessa.

Piano di rientro: cosa succede se il debitore non paga?

Con la firma del piano di rientro, il debitore riconosce l’esistenza del debito (nell’importo indicato nell’accordo) nei confronti del creditore. In termini giuridici si parla di “ricognizione del debito”. Pertanto, qualora il debitore non dovesse  pagare le rate concordate il creditore, con l’assistenza di un avvocato potrà presentare un ricorso monitorio (allegando l’accordo contenente il piano di rientro) e chiedere al Tribunale o al Giudice di Pace (a seconda dell’importo da recuperare) l’emissione di un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo: si tratta di un provvedimento con cui il Giudice condanna il debitore a pagare immediatamente l’importo indicato nel provvedimento oltre ad eventuali interessi e alle spese legali (leggi, Come ottenere il pagamento di una fattura).

Dal canto suo il debitore, potrà opporsi al decreto ingiuntivo ricevuto entro 40 giorni dalla notifica, dando vita ad una vera e propria causa civile.

Se entro il suddetto termine il debitore non si oppone, né paga l’importo ingiunto, il creditore potrà agire esecutivamente nei suoi confronti e recuperare quanto dovuto. Qualora il creditore non sia a consocenza di beni del debitore da poter aggredire, potrà ricercare i beni da pignorare tramite l’accesso alla banca dati dell’ Anagrafe Tributaria (sul punto leggi, La ricerca telematica dei beni da pignorare).

Piano di rientro: perchè conviene al creditore?

Il piano di rientro del debito rappresenta una soluzione adeguata in quei casi in cui si ha la ragionevole convinzione che il debitore possa saldare il debito, una volta superata la momentanea difficoltà finanziaria.

Quindi i vantaggi del piano di dilazione per il creditore sono:

  • il risparmio dei costi legati a procedure giudiziali,
  • la salvaguardia dei rapporti con il cliente debitore,
  • la possibilità di incassare l’intero insoluto, anche se non nell’immediato.

Piano di rientro: perchè conviene al debitore?

Il debitore dovrebbe prendere in seria considerazione l’idea di sottoscrivere un piano di rientro per:

  • avere la possibilità di rinegoziare i termini di pagamento in base alle proprie esigenze,
  • scongiurare il rischio di pignoramento dei propri beni.

Piano di rientro: è necessaria l'assistenza dell'avvocato?

Il piano di rientro può essere redatto di comune accordo dal creditore e dal debitore anche autonomamente, senza l’assistenza di un legale.

Tuttavia, soprattutto quando l’importo da recuperare è molto elevato, l’approccio “fai da te” può risultare pericoloso e controproducente, mettendo così a repentaglio il recupero del credito qualora l’accordo, per qualsiasi motivo, non dovesse essere rispettato dal debitore.

Per tale motivo, è sempre bene che la scrittura privata contenente il piano di dilazione del debito venga attentamente esaminata e redatta con l’assistenza di un avvocato. 

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