22 Dicembre 2023

Debiti fiscali: cosa succede dopo l’intimazione di pagamento?

Una delle domande più frequenti che ci viene posta agli avvocati di mioppongo.it è quella di sapere, in anticipo, cosa succede se il contribuente non adempie alla richiesta di pagamento entro 5 giorni dalla notifica dell’intimazione di pagamento, da parte dell'Agenzia delle Entrate Riscossione. In questo articolo analizziamo i possibili scenari.

L'intimazione di pagamento dell'Agenzia delle Entrate Riscossione.

L’ intimazione di pagamento è l’atto che l’Agenzia delle Entrate Riscossione (ex Equitalia) notifica al contribuente prima di iniziare l’espropriazione forzata, qualora sia passato più di un anno dalla notifica della cartella di pagamento (detta anche cartella esattoriale) allo stesso.

Con tale atto l’Ente della Riscossione intima al contribuente debitore di effettuare il pagamento di quanto dovuto entro 5 giorni dalla notifica dell’intimazione stessa.
In assenza di pagamento o di istanza di dilazione dell’importo dovuto, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione sarà legittimata ad agire esecutivamente nei confronti del contribuente mediante il pignoramento mobiliare, immobliare o presso terzi (sul punto leggi, Il pignoramento dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione).

Dunque, la notifica di tale atto è obbligatoria nel caso in cui l’Ente della riscossione voglia tentare il recupero forzoso delle somme dovute dal contribuente e, allo stesso tempo, sia decorso più di un anno dalla notifica della/delle cartella/cartelle di pagamento per le quali si intende procedere.

L’art. 50 del D.p.r. n. 602/73 infatti, dispone testualmente che: “Se l’espropriazione non è iniziata entro un anno dalla notifica della cartella di pagamento, l’espropriazione stessa deve essere preceduta dalla notifica, da effettuarsi con le modalità previste dall’articolo 26, di un avviso che contiene l’intimazione ad adempiere l’obbligo risultante dal ruolo entro cinque giorni.

Cosa succede dopo la notifica dell'intimazione di pagamento?

In caso di mancato pagamento dell’intimazione entro 5 giorni, l’Agenzia delle Entrate Riscossione può attivare, dal 6^ giorno successivo alla notifica di tale atto, le procedure esecutive previste dal nostro ordinamento:

  • pignoramento mobiliare,
  • pignoramento immobiliare,
  • pignoramento presso terzi (ad esempio, conto corrente bancario o postale, stipendio, pensione, ecc.).

​​​​​​Pertanto, per evitare di incorrere in una delle procedure appena illustrate, il contribuente è tenuto a pagare l’intero importo chiesto in pagamento, anche previa istanza di rateizzazione.

Dopo la notifica dell’ intimazione di pagamento, se il contribuente non paga l'importo dovuto, o non presenta istanza di rateazione, entro 5 giorni dalla notifica, rischia di subire un’azione esecutiva da parte dell'Agenzia delle Entrate Riscossione.

Come rateizzazione un'intimazione di pagamento?

Nel nostro ordinamento è prevista la facoltà  di rateizzare l’importo di cui all’intimazione di pagamento ricevuta dall’ Agenzia delle Entrate Riscossione, entro i 5 giorni dalla notifica, secondo un piano di rateizzazione ordinario ovvero straordinario. Analizziamoli brevemente.

Piano di rateizzazione ordinario del debito fiscale.

Il contribuente può presentare domanda di rateazione ordinaria, chiedendo all’Ente della riscossione di poter pagare il dovuto secondo un piano di rientro di n. 72 rate mensili per un totale di 6 anni.

Dalla presentazione della domanda e fino a che si resta in regola con i pagamenti delle rate, l’Agenzia delle entrate Riscossione non può iscrivere nuovi fermi amministrativi o ipoteche, né attivare qualsiasi nuova procedura esecutiva.

Con il piano di rateazione ordinario, il contribuente può chiedere di rateizzare il debito con l' Agenzia delle Entrate della Riscossione secondo un piano di n. 72 rate mensili.
Piano di rateazione straordinario del debito fiscale.

Il contribuente che non è nella condizione di poter adempiere al pagamento del debito secondo un piano ordinario (vedi sopra), può presentare istanza di rateazione straordinaria fino a 120 rate mensili per un totale di 10 anni. 

I requisiti per ottenere il cosiddetto piano straordinario sono fissati in un decreto del MEF del 6 novembre 2013, che stabilisce anche il numero di rate concedibili in base alla propria situazione economica.


Per presentare e quindi ottenere tale piano di rateazione straordinario, è’ necessario innanzitutto dimostrare di non poter pagare il debito secondo i criteri previsti per un piano ordinario.

Per i cittadini e le imprese individuali in contabilità semplificata, tale situazione che si verifica quando l’importo della rata è superiore al 20% del reddito mensile del proprio nucleo familiare, risultante dall’Indicatore della Situazione Reddituale (ISR) riportato nel modello ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente).


Per le società e per le ditte individuali in contabilità ordinaria, tale situazione si verifica quando la rata è superiore al 10% del valore della produzione rapportato su base mensile e l’indice di liquidità, ricavato dai dati di bilancio, è compreso tra 0,5 e 1.

Con il piano di rateazione stradinario, il contribuente può chiedere di rateizzare il debito con l' Agenzia delle Entrate della Riscossione secondo un piano di n.120 rate mensili.

Come annullare un'intimazione di pagamento?

Tuttavia, accade spesso che il contribuente riceva un’intimazione di pagamento per  importi non dovuti perchè prescritti, oppure ancora la cit. intimazione, non sia stata preceduta dalla notifica della cartella, quale atto presupposto.

In questo caso il contribuente, con l’assistenza di un avvocato, potrà impugnare l’intimazione di pagamento al fine di ottenerne l’annullamento da parte del Giudice.

L’impugnazione dovrà essere presentata nei termini e nei modi previsti dalla legge, avanti al Giudice competente per materia e per territorio.

Pertanto, se hai ricevuto un’intimazione di pagamento, Ti consigliamo di rivolgerTi quanto prima ad un professionista esperto in materia, al fine di valutare come meglio procedere ed evitare l’azione esecutiva da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione.

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