20 Aprile 2024

Cosa fare se si riceve un avviso di addebito INPS

L’avviso di addebito INPS è un documento con cui l’INPS comunica al contribuente la presenza di debiti e/o irregolarità relative ai contributi previdenziali e assistenziali. In questo articolo spieghiamo cosa fare se si riceve un avviso di addebito da parte dell’INPS.

Verifica dell'avviso di addebito INPS.

Nel momento in cui il contribuente, sia esso persona fisica o persona giuridica, riceve un avviso di addebito da parte dell’INPS, è consigliabile anzitutto leggere bene quanto in esso indicato e verificare, in maniera scrupolosa, il dettaglio dell’avviso di addebito. Ciò al fine di comprendere le ragioni per cui l’ Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (INPS) ha emesso il cit. documento.

A tal riguardo è bene ricordare che ai sensi del D.L. 78/2010, che disciplina il documento in discorso, l’avviso di addebito INPS deve contenere, a pena di nullità, i seguenti elementi, volti ad identificare in modo esatto e preciso, la pretesa dell’istituto avanzata nei confronti del contribuente:

  • codice fiscale del contribuente;

  • la tipologia del credito con l’informazione della gestione previdenziale di riferimento. Laddove invece la pretesa creditoria derivi da un atto di accertamento dell’INPS o da altri Enti (ad esempio, l’Agenzia delle Entrate), l’indicazione degli estremi dell’atto e la relativa data di notifica;

  • l’anno e il periodo di riferimento del credito;

  • l’importo del credito distinto per singolo periodo e riparto tra quota capitale, sanzioni e interessi, ove dovuti;

  • l’importo totale dei crediti contenuti nell’avviso comprensivi dei compensi del servizio di riscossione;

  • l’indicazione dell’Agente della Riscossione competente in base al domicilio fiscale del contribuente alla data di formazione dell’avviso di addebito;

  • la sottoscrizione, anche mediante firma elettronica, del responsabile dell’ufficio dell’INPS che ha accertato l’omissione contributiva e che ha emesso l’atto;

  • l’intimazione ad adempiere al pagamento dell’Agente della Riscossione in esso individuato entro 60 giorni dalla sua notifica.

Quando il contribuente riceve l’avviso di addebito INPS, deve immediatamente verificare che il documento contenga tutti i requisiti essenziali a dimostrare che il controllo nei suoi confronti sia stato svolto dagli Uffici dell’ Ente con accuratezza e precisione.

L'impugnazione dell'avviso di addebito INPS.

Se l’avviso di addebito INPS ricevuto presenta dei vizi e/o degli errori tali da inficiarne la validità, il contribuente ha la possibilità, mediante l’assistenza di un avvocato, di contestare l’atto ricevuto presentando ricorso al Tribunale, in funzione di Giudice del Lavoro, entro 40 giorni dalla notifica dell’atto, al fine di ottenerne l’annullamento.

Tuttavia il cit. termine è ridotto a 20 giorni dalla notifica dell’avviso di addebito, laddove le contestazioni riguardano vizi formali. Trattasi in tale ipotesi di un’opposizione agli atti esecutivi.

Inoltre, nell’attesa che venga decisa la causa di impugnazione, è possibile chiedere al Tribunale la sospensione dell’efficacia esecutiva dell’atto opposto.

Ciò al fine di evitare di subire un pignoramento da parte dell’Ente previdenziale quando la causa è ancora in corso.

A mero titolo esemplificativo e non esaustivo, riportiamo di seguito alcuni dei motivi per cui è possibile contestare l’avviso di addebito INPS ricevuto, al fine di ottenerne l’annullamento.

1) Avviso di addebito INPS nullo per indeterminatezza della pretesa creditoria.

Come sopra esposto l’avviso di addebito INPS deve rispettare i requisiti di forma imposti dalla legge.

Più dettagliatamente l’avviso di addebito INPS deve consentire al contribuente di comprende a quale credito contributivo si faccia riferimento e in che modo sia stato quantificato l’importo chiesto in pagamento.  In difetto, l’avviso di addebito INPS è da ritenersi illegittimo.

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 1095/2022 ha infatti statuito che l’avviso di addebito INPS impugnato che indichi solo genericamente la somma complessiva dei contributi dovuti per ciascun anno d’imposta, senza contenere ulteriori specificazioni in merito alla quantificazione dei cosiddetti contributi minori dovuti, debba reputarsi illegittimo (fonte, Leggi d’Italia).

2) Nullità dell'avviso di addebito INPS in seguito ad accertamento dell'Agenzia delle Entrate.

Accade spesso che a seguito di un accertamento effettuato dall’Agenzia delle Entrate la quale riscontri un “maggior reddito” prodotto e non dichiarato dal contribuente, l’INPS richieda a quest’ultimo il versamento dei contributi sull’eccedenza riscontrata.

Tuttavia, in tale ipotesi, per ormai consolidata giurisprudenza, deve ritenersi illegittimo l’avviso di addebito INPS per crediti previdenziali notificato dall’ente previdenziale al contribuente, qualora esso si fondi esclusivamente su un precedente avviso di accertamento eseguito dall’Agenzia delle Entrate, il quale sia stato oggetto di impugnazione da parte del contribuente avanti la Corte di Giustizia Tributaria competente e sia ancora sub iudice.

L’INPS non può chiedere i contributi previdenziali basandosi esclusivamente su un accertamento del Fisco, non definitivo ed impugnato dal contribuente. Il relativo avviso di addebito è da ritenersi illegittimo.
3) Avviso di addebito INPS prescritto.

L’art. 3 della Legge 335/1995 dispone che il credito dell’INPS per il pagamento di contributi, si prescrive decorsi 5 anni dalla data di scadenza del medesimo.

Pertanto, se il contribuente riceve un avviso di addebito INPS per il pagamento di contributi relativi ad oltre 5 anni indietro, può impugnare il cit. atto al fine di chiedere all’Autorità Giudiziaria competente l’annullamento per intervenuta prescrizione.

Tuttavia è bene ricordare che nel termine di prescrizione quinquennale, occorre verificare con attenzione sia la data di scadenza del debito contributivo prevista per l’anno in cui esso avrebbe dovuto essere saldato, sia la presenza di eventuali periodi di sospensione dei termini di prescrizione di pagamento, eventualmente imposti dalla legge a causa di situazioni particolari.

Si pensi ad esempio ai diversi provvedimenti di sospensione che sono stati introdotti a seguito del Covid 19.

E’ dunque preferibile rivolgersi ad un professionista competente in materia, per tutte le verifiche del caso.

Annullamento in autotutela dell'avviso di addebito INPS.

Tuttavia, vi sono anche delle ipotesi in cui il contribuente può presentare, in alternativa al ricorso avanti all’Autorità Giudiziaria, un’istanza volta a chiede l’annullamento dell’avviso di addebito INPS notificato, senza ricorrere all’Autorità Giudiziaria. Trattasi della cosiddetta istanza di annullamento in autotutela dell’avviso di addebtio INPS.

Si pensi ad esempio all’ipotesi in cui il contribuente, al termine di una causa contro l’INPS, ha ottenuto una sentenza dell’Autorità Giudiziaria che abbia accertato l’inesistenza, in tutto o in parte, della pretesa contributiva di cui all’avviso. In tal caso l’INPS, è obbligato ad eseguire quanto disposto dal Giudice in sentenza, procedendo quindi all’annullamento dell’avviso e quindi allo sgravio dello stesso. Se l’Ente non vi provvede, il contribuente può far valere il proprio diritto mediante la presentazione di un’istanza in autotutela.

La rateizzaizone dell'avviso di addebito INPS.

Laddove invece l’avviso di addebito INPS non possa essere impugnato e il contribuente sia nell’impossibilità di versare, entro il termine di 60 giorni indicato, l’intera somma chiesta in pagamento, vi è la possibilità di presentare un’istanza di rateazione. Così da pagare il dovuto mediante versamenti periodici (sul punto leggi, La rateizzazione della cartella esattoriale) nei modi e nei tempi previsti dalla legge.

Domande & Risposte

Di seguito riportiamo le domande, con le relative risposte, che più frequentemente vengono poste agli avvocati di mioppongo.it

– Entro quanto tempo è possibile pagare un avviso di addebito INPS? In generale, l’importo chiesto in pagamento con l’ avviso di addebito INPS deve essere versato entro il termine di 60 giorni dalla data di notifica dell’avviso, con la possibilità di poter pagare quanto dovuto ratealmente, previa presentazione e accoglimento della relativa istanza.

– Cosa succede se non si paga l’avviso di addebito INPS? Il mancato pagamento dell’avviso di addebito INPS entro i termini previsti dalla legge, può portare l’INPS ad avviare procedure esecutive nei confronti del contribuente. Per intenderci: l’Ente previdenziale potrebbe agire nei confronti del contribuente moroso, mediante un pignoramento dello stipendio, del conto in banca, oppure ancora iscrivendo ipoteca sugli immobili di sua proprietà.

E’ quindi fondamentale rivolgersi ad un professionista competente in materia, al fine di valutare tempestivamente come agire in relazione all’atto ricevuto.

– E’ possibile rateizzare l’avviso di addebito INPS per contributi non pagati? Si, l’avviso di addebito INPS può essere rateizzato, previa presentazione della relativa istanza all’Agenzia delle Entrate Riscossione. La normativa attualmente in vigore consente di poter rateizzare il dovuto secondo un piano ordinario di rateazione (72 rate mensili), oppure secondo un piano straordinario di rateazione (120 rate mensili).

– Quando va in prescrizione un avviso di addebito INPS? I contributi INPS si prescrivono in 5 anni. Tale termine decorre dalla data in cui tali importi devono essere pagati.

– Ho ricevuto un avviso di addebito per contributi prescritti. Cosa devo fare? La prescrizione non opera automaticamente. Quindi il contribuente che riceve una richiesta di pagamento per contributi prescritti, previa verifica dell’effettiva prescrizione, è tenuto ad impugnare l’avviso di addebito INPS ricevuto. Ciò al fine di ottenere dal Giudice una sentenza di annullamento della richiesta di pagamento da parte dell’INPS. In tal caso si potrebbe valutare di presentare anche un’istanza di annullamento in autotutela la quale, tuttavia, non sospende i termini di presentazione del ricorso avanti al Tribunale.

Conclusioni.

Se anche Tu hai ricevuto un avviso di addebito INPS, prima di effettuare il pagamento delle somme in esso indicate, Ti consigliamo di rivolgerti a dei professionisti competenti in materia, affinchè possano fornirTi l’assistenza e consulenza necessaria.

    CONTATTACI

    Compila il form sottostante descrivendo il tuo problema o quesito. Il nostro team ti risponderà entro 3 giorni lavorativi fornendoti la soluzione più opportuna. Il servizio è gratuito e senza impegno.

    La tua privacy è la nostra priorità. I tuoi dati verranno comunicati esclusivamente al legale che ti fornirà la consulenza richiesta.

    Proseguendo dichiari di aver letto e accettato l'informativa sulla privacy e i termini e condizioni del servizio