16 Febbraio 2024

Nonni e mantenimento dei nipoti

Il rapporto affettivo ed emozionale che intercorre tra nonni e nipoti può talvolta estendersi anche al supporto materiale, che interviene qualora le possibilità economiche di mantenimento da parte dei genitori siano mancanti o carenti. Vediamo insieme quando sussiste il dovere dei nonni di mantenere i nipoti, nonché l’iter procedurale da seguire per chiedere per ottenere il mantenimento.

Il dovere di mantenimento dei nonni in favore dei nipoti.

Il nostro codice civile, nella sezione dedicata al diritto di famiglia, si occupa delle condizioni emotive e assistenziali dei figli, offrendo una disciplina articolata che è stata spesso oggetto di riforme.

Più dettagliatamento la Legge n. 219/2012 ha innovato le disposizioni già esistenti in materia, introducendo la parificazione della condizione giuridica di tutti i discendenti, per i quali viene stabilito un trattamento (anche economico) analogo, indipendentemente dalla circostanza che siano nati all’interno del matrimonio o meno. Da tale dichiarazione di unicità di trattamento consegue che tutti i figli hanno gli stessi doveri e possono far valere gli stessi diritti nei confronti dei relativi ascendenti.

Successivamente, il DLgs. n.154/2013 ha introdotto nel nostro Codice civile l’art. 316-bis (Concorso nel mantenimento), in cui si evidenzia la particolare rilevanza del dovere di assistenza morale e materiale dei genitori, accompagnata da una importante precisazione, contenuta nel primo comma dell’articolo: qualora all’interno della famiglia manchino i mezzi sufficienti per il mantenimento dei figli, gli altri ascendenti “in ordine di prossimità, sono tenuti a fornire ai genitori stessi i mezzi necessari affinché possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli”.

In altre parole, si potrebbe dire che i nipoti vantino, nei confronti dei nonni, un diritto legalmente riconosciuto al mantenimento.

Tuttavia esiste una condizione essenziale perché tale diritto possa essere fatto valere, ovvero la mancanza di capacità dei genitori ad adempiere al loro dovere di mantenere i figli.

Ciò può avvenire per situazioni contingenti o durature, indipendentemente dalla circostanza che l’incapacità al mantenimento sia sopravvenuta per ragioni imputabili ai genitori o per fattori oggettivi.

Nel caso in cui è evidente che ai nipoti manchi il supporto materiale indispensabile per soddisfare le loro esigenze, i nonni sono tenuti a intervenire per aiutare i genitori a ripristinarlo e continuare ad assicurare ai figli una qualità di vita il più possibile ottimale.

La valutazione delle condizioni economiche della famiglia può investire diversi campi di indagine e rappresenta il presupposto dell’intervento “suppletivo” dei nonni.

Affinchè possa i nonni siano chiamati a mantenere i nipoti, non basta che il padre e la madre siano senza lavoro, ma occorre che siano privi di qualsiasi altro mezzo di sostentamento. 

Il mantenimento dei nipoti: presupposti.

L’interpretazione della norma contenuta nell’art. 316-bis sopra indicata è stata fornita dalla Giurisprudenza che ha individuato il fondamento dell’obbligo dei nonni a contribuire al mantenimento dei nipoti nella relativa incapacità in tal senso di entrambi i genitori.

Nello specifico, l’impossibilità di ottemperare all’obbligo di mantenimento consiste nel non possedere mezzi sufficienti per garantire ai figli un’adeguata assistenza.

Tale circostanza dovrà essere accertata attraverso la valutazione delle condizioni economiche globali della famiglia e, nel caso in cui il dovuto mantenimento manchi per cause non imputabili a una mancanza oggettiva, in linea di principio l’obbligo dei nonni non dovrebbe sussistere.

In concreto quindi, tale obbligo dovrebbe sorgere solo qualora sussista un reale e verificabile inadempimento da parte di tutti e due i genitori, mentre non sarebbe sufficiente che uno solo di essi sia impossibilitato a provvedere personalmente alla prole.

Parte della giurisprudenza di merito tuttavia, ritiene che l’azione verso gli altri ascendenti sia esperibile anche nel caso di omissione (volontaria o meno) del mantenimento da parte di uno solo dei genitori. Ciò in quanto assicurare il benessere dei figli all’interno del nucleo familiare deve considerarsi, comunque, un’esigenza imprescindibile. Di recente poi, la sentenza n.1520/2023 della Corte di Cassazione ha parzialmente derogato al principio di “non solidarietà” dell’obbligazione.

Infatti, la Suprema Corte ha stabilito che l’obbligazione grava contemporaneamente su tutti gli ascendenti in pari grado, indipendentemente da chi sia il genitore che abbia creato la situazione di insufficienza dei mezzi di sostentamento della famiglia.

Il mantenimento dei nipoti: contenuto e soggetti obbligati.

Per comprendere bene il diritto di mantenimento dei nipoti da parte dei nonni, è bene precisare quanto segue.

La norma che disciplina la materia non impone ai nonni di mantenere i nipoti sostituendosi a chi di dovere, ma piuttosto di “fornire ai genitori” i mezzi che a questi ultimi mancano per provvedere al compito assistenziale dei figli.

Quanto sopra significa che in capo ai nonni vi è un obbligo sussidiario e indiretto, perché sussiste solo qualora sia necessario supplire a una mancanza effettiva e si concretizza attraverso un aiuto, fornito ai genitori.

Di conseguenza, il diritto dei nipoti non si sostanzia in una pretesa a essere mantenuti, in via diretta, dai nonni e potrà essere azionato, in via complementare, solo qualora si accerti che ai genitori manchino le possibilità economiche per accudire dignitosamente i figli.
La nostra Legge ha stabilito, inoltre, che l’obbligazione al mantenimento a carico dei nonni gravi sugli ascendenti “in ordine di prossimità”, quindi i soggetti tenuti ad adempiere a tale obbligo saranno, in primo luogo, i nonni, successivamente i bisnonni e così via.

Affinchè i nonni siano chiamati a mantenere i nipoti, è necessario che entrambi i genitori non abbiamo i mezzi sufficienti per il sostentamento dei figli.

Mantenimento dei nipoti: iter da seguire e quantificazione dell'assegno.

Se i nonni non rispettano l’obbligo sancito dal primo comma dell’art 316-bis e dunque contribuire spontaneamente al mantenimento dei nipoti, è possibile agire giudizialmente nei loro confronti.

E’ possibile quindi avviare una causa contro i nonni, volta ad ottenere una pronuncia che ordini agli stessi di procedere al versamento di un assegno a favore dei genitori, destinato al mantenimento dei figli.

A tale scopo la Legge stabilisce che, in caso di inadempimento, “chiunque ha interesse” può presentare ricorso al Tribunale territorialmente competente, individuato nel giudice del luogo di residenza dell’ascendente che si presume obbligato.

Assunte le informazioni del caso e sentite le ragioni della controparte inadempiente, il presidente del Tribunale emetterà decreto immediatamente esecutivo.

Si tratta, in pratica, di un procedimento monitorio (assimilabile a quello instaurato per ottenere l’emissione di un decreto ingiuntivo), che si svolge presso il Tribunale ordinario: il provvedimento costituisce titolo per iniziare l’eventuale azione esecutiva nei confronti dei nonni tenuti al mantenimento, ma questi ultimi possono opporsi al decreto entro 20 giorni dalla notifica dell’atto.

Nel provvedimento il giudice stabilisce anche l’importo dell’assegno.

Tale somma viene statuita sulla base delle necessità dei nipoti, ma tenendo sempre conto dei reali mezzi finanziari degli obbligati. Appare ovvio infatti, che il presupposto di tale obbligazione sia l’esistenza, in capo ai nonni, di risorse sufficienti al mantenimento decoroso di se stessi, oltre che dei nipoti.

Diversamente, il giudice non potrà accogliere la richiesta e, anzi, al momento in cui venga proposto il ricorso, dovrà accertare che il ricorrente abbia dato prova che la situazione economica dei nonni sia tale da consentire loro un tenore di vita adeguato a sostenere l’onere di contribuzione al mantenimento dei nipoti.

Resta da precisare che l’assegno di mantenimento non ha natura “alimentare” e, per questo, potrà essere determinato in modo da coprire anche le spese scolastiche e quelle mediche (sul punto leggi, L’obbligo alimentare: come si ottiene e quando si estingue) .

Infine, se vorranno, i nonni potranno decidere anche di versare ai nipoti somme superiori a quelle fissate dal Giudice con provvedimento.

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