25 Novembre 2023

Mutuo cointestato: cosa succede se i coniugi si separano?

Spesso i coniugi, in costanza di matrimonio, stipulano con la Banca un mutuo cointestato per acquistare la casa in cui far crescere la loro famiglia. Ma cosa accade se i coniugi decidono di separarsi? Vediamo insieme le possibili soluzioni.

Il mutuo cointestato per acquistare la casa familiare

Il contratto di mutuo bancario è la forma più comune di finanziamento concessa dalle banche. Più dettagliatamente, il mutuo cointestato si caratterizza dalla circostanza che la parte mutuataria è costituta da più soggetti (in questi caso i coniugi) i quali sono tutti obbligati al pagamento dell’intero debito.
Ne consegue che, in caso di inadempimento, il creditore banca potrà agire nei confronti di ciascuno debitore per ottenere l’integrale pagamento di quanto dovuto (c.d. solidarietà passiva). E’ bene sapere che la suddetta responsabilità solidale opera solo nei confronti della banca, e non anche nei rapporti interni dei coniugi debitori: i coniugi cointestatari risponderanno per la propria quota del 50%.

Mutuo cointestato e separazione dei coniugi

Se i coniugi hanno stipulato con contratto di mutuo per l’acquisto della casa familiare, nel momento in cui decidono di separarsi, tra i vari argomenti da affrontare vi è anche quello relativo al proseguimento del suddetto contratto.
Vediamo insieme quali potrebbero essere alcune delle possibili soluzioni.

1) Accollo del mutuo per l'acquisto della casa familiare

I coniugi potrebbero accordarsi a che solo uno dei due continui a pagare le rate.
Se i coniugi hanno figli, l’accollo delle rate del mutuo verrà computato, nella determinazione del contributo al mantenimento dei figli. Ciò significa che il Giudice, nella quantificazione dell’assegno di mantenimento in favore dei figli, dovrà tener conto della diminuzione della capacità economica del coniuge che corrisponde le rate.
Ciò rileva anche sotto un profilo fiscale: i ratei del mutuo sull’abitazione familiare pagati da un coniuge in ottemperanza al patto di accollo interno contenuto in un accordo di separazione consensuale raggiunto a seguito di negoziazione assistita o in Tribunale, sono oneri deducibili che potranno essere quindi detratti dal reddito in fase di dichiarazione annuale (Cass. Civile sentenza n. 5984/2021, fonte Leggi d’Italia).

2) Vendita della casa familiare

In alternativa i coniugi potrebbero decidere di vendere l’immobile e quindi con il ricavato estinguere il mutuo. Tale soluzione potrebbe essere presa in considerazione in assenza di figli, e laddove i coniugi abbiamo altro immobile ove vivere.

3) Cessione della quota di proprietà dell'immobile all'altro coniuge

Un’ ulteriore soluzione potrebbe essere l’uscita dal contratto di mutuo con la conseguente cessione della quota di proprietà all’altro coniuge.
Quindi in questo modo, solo uno dei due coniugi diventa proprietario dell’immobile e di conseguenza unico obbligato nei confronti della Banca al pagamento delle rate.
Tuttavia, per procedere in tal senso occorre il consenso dell’ istituto di credito, che dovrà effettuare le dovute valutazioni circa la garanzia offerta in relazione al pagamento delle rate di mutuo rimanenti.

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