17 Febbraio 2021

La separazione consensuale dei coniugi

Le informazioni necessarie per comprendere appieno tutte le modalità e gli aspetti da tenere in considerazione nel momento in cui si affronta un aspetto così delicato della propria vita.

Le modalità della separazione dei cognugi

Mediante tale procedura si consente ai coniugi di separarsi consensualmente, sulla base di accordi individuati di comune accordo. Tale risultato si realizza in tre modi:
  • ricorso congiunto per separazione consensuale, da depositare dinanzi al Tribunale di competenza; i coniugi possono farsi assistere ciascuno da un avvocato, o da unico legale;
  • procedura di negoziazione assistita introdotta dalla Legge N. 162/2014, nell’ambito della quale ciascun coniuge deve essere assistito da un avvocato;
  • dinanzi all’Ufficiale dello Stato Civile, possibilità che viene riconosciuta solo se i coniugi non hanno figli minori, maggiorenni incapaci o con disabilità grave o economicamente non autosufficienti; l’accordo non deve contenere patti di trasferimento patrimoniale, né prevedere il pagamento di un assegno di mantenimento.

Documenti necessari per la separazione

Per procedere alla separazione consensuale, occorre recuperare i seguenti documenti di base:
  • per ciascun coniuge, il certificato contestuale di residenza e stato di famiglia (si chiede in comune ed è esente da imposta di bollo);
  • estratto autentico dell’atto di matrimonio (da chiedere al Comune ove è stato celebrato il matrimonio);
  • contributo unificato per € 43,00.

Natura degli accordi

Le condizioni della separazione consensuale riguardano essenzialmente due aspetti:

1. Accordi patrimoniali e relativi alla casa coniugale

Con la separazione si scioglie (laddove esistente) la comunione legale dei coniugi. I coniugi definiscono rapporti di dare/avere, stabilendo altresì a chi verrà assegnata la casa familiare. Laddove quest’ultima fosse di proprietà di entrambi, i coniugi potranno accordarsi in merito alla cessione della propria quota di proprietà in favore dell’altro, dietro corrispettivo di una somma di denaro e/o accollo della restante parte di mutuo (laddove sull’abitazione risulti ancora gravante mutuo bancario). Le soluzioni anche in questo caso sono molteplici. Sarà necessario avere riguardo all’interesse del singolo coniuge e alle sue possibilità economiche per capire qual è la soluzione più corretta per il bene comune.

2. Accordi relativi alla prole: collocamento, visite e mantenimento

L’affidamento condiviso dei figli è la regola generale, che trova spazio per favorire la bigenitorialità. Nell’accordo di separazione si potranno quindi prevedere tempi e modalità di permanenza del figlio presso ciascun genitore, o stabilire che il figlio venga collocato prevalentemente presso uno dei genitori, regolamentando pertanto le visite con l’altro. In sede di separazione i coniugi potranno accordarsi circa il mantenimento economico dei figli. Non vi è una regola fissa sulla base della quale quantificare tale mantenimento. Ogni caso è a sé, ma senza dubbio, dovranno essere presi in considerazione come parametri principali:
  • reddito e capacità economiche di ciascun genitore;
  • tempo di permanenza del figlio presso la mamma e il papà.
Il diritto al mantenimento, che resta sino a quando i figli non saranno autosufficienti, non è eterno. Diritto al mantenimento non significa sfruttamento economico del genitore: per il mantenimento dei figli maggiorenni, la cassazione ha rilevato che “tale diritto sussiste a meno che la concreta situazione non sia frutto di scelte irragionevoli (del figlio) e volte ad instaurare un regime di controproducente assistenzialismo, nel disinteresse per la ricerca della dovuta indipendenza economica”. Una valutazione globale del caso consentirà di appurare se il genitore debba o meno continuare a mantenere il figlio. Tempi e costi Una volta depositato il ricorso congiunto, la 1^ udienza viene fissata a distanza di 3/4 mesi circa. La separazione viene omologata nelle 3 / 4 settimane successive all’udienza. Per il deposito del ricorso, oltre all’onorario che verrà concordato con l’avvocato (consiglio – farsi sempre rilasciare un preventivo scritto), dovrà essere versato un contributo unificato di € 43,00.

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