28 Aprile 2022

Testamento: è possibile revocarlo?

Mediante il testamento, chiunque può disporre dei propri beni per il periodo in cui avrà cessato di vivere. Tuttavia la legge riconosce al testatore il diritto di “cambiare idea”: vediamo insieme cos’è e come funziona la revoca del testamento.

La revoca del testamento.

La revoca del testamento è una manifestazione di volontà fatta dal testatore che vuole eliminare o modificare le sue volontà testamentarie. La revoca può avere ad oggetto l’intero testamento (in tal caso si parla di revoca totale del testamento)  o solo una parte di esso (in tal caso si parla di revoca parziale del testamento). Nel primo caso, si priva di efficacia l’intero testamento; nel secondo invece, si eliminano una o più disposizioni testamentarie, mantenendo ferme le altre.

Va detto che possono essere revocate tutte le disposizioni testamentarie (sia patrimoniali  che non patrimoniali), salvo le eccezioni di legge.

Sono infatti irrevocabili:

  1. il riconoscimento del figlio nato fuori dal matrimonio;
  2. la riabilitazione dell’indegno, cioè la dichiarazione con cui il testatore “perdona” la persona che è stata dichiarata indegna alla sua successione.
  3. la confessione stragiudiziale, cioè la dichiarazione con cui il testatore dichiara un fatto di cui è a conoscenza e che il Giudice può valutare in un processo.

Tali disposizioni, in quanto dichiarazioni di una certa importanza, una volta fatte non possono essere più revocate.

Facciamo un esempio.

Maria dichiara nel proprio testamento di riconoscere Antonio quale suo figlio e di attribuire alla sorella Francesca l’immobile di cui è proprietaria. Maria potrà sempre revocare questo testamento, ma la disposizione con cui riconosce Antonio quale suo figlio, rimarrà sempre valida ed efficace.

 

Come revocare il testamento.

Esistono n. 3 tipi di revoca del testamento: revoca espressa, revoca tacita e revoca legale.

Analizziamole.

Revoca espressa del testamento.

Si ha la revoca espressa del testamento nel caso in cui il testatore dichiari espressamente di voler revocare il testamento precedentemente redatto, o una o più disposizioni già effettuate.

Affinchè la revoca espressa sia valida ed efficace è necessario che venga fatta, alternativamente:

  • con un testamento, che potrà essere pubblico, olografo, segreto; oppure
  • mediante atto pubblico e cioè atto ricevuto da Notaio in presenza di due testimoni.

Inoltre, si rappresenta che per potere revocare espressamente un testamento non sono necessarie particolari forme o dichiarazioni solenni: ciò che rileva è la chiara volontà del testatore di revocare il precedente testamento.

Facciamo un esempio.

Se il testamento ha la forma dell’atto pubblico, per revocarlo non sarà necessario un atto nella medesima forma, essendo sufficiente anche un testamento olografo successivo (sul punto leggi, Come scrivere un testamento olografo).  

Revoca tacita del testamento.

La revoca tacita del testamento si ha quando il testatore, pur non dichiarandolo espressamente, tiene un comportamento che fa presumere la volontà di revocare le sue precedenti disposizioni testamentarie.

Trattasi di una revoca derivante da un comportamento concludente del testatore al verificarsi di un evento specifico.

La legge prevede n. 4 ipotesi di revoca tacita del testamento:

  1. redazione di un testamento posteriore contenente disposizioni incompatibili con quelle del testamento precedentemente redatto;
  2. distruzione, lacerazione o cancellazione del testamento olografo;
  3. ritiro del testamento segreto dalle mani del notaio depositario, salvo che il testamento abbia i requisti del testamento olografo e cioè sia stato scritto di proprio pugno dal testatore, datato e sottoscritto;
  4. limitatamente alla disposizione a titolo particolare (il legato), la vendita o la trasformazione della cosa legata.
Revoca legale del testamento.

La revoca legale si ha per sopravvenienza dei figli, se il testamento era stato fatto prima della loro nascita.

Dunque la revoca legale opera nel caso in cui il testatore rediga il proprio testamento in un momento in cui non aveva  (o non sapeva) di avere figli, ma li abbia al tempo della sua morte. Ne consegue che, se si scopre che il testatore aveva figli che non sapeva di avere nel momento in cui ha fatto testamento, questo si intende revocato e quindi l’eredità si devolve per legge (sul punto leggi, La successione legittima: cos’è e come funziona). Dunque rimangono valide ed efficaci solo le disposizioni testamentarie  aventi carattere non patrimoniale.

E’ bene precisare che, la revoca automatica opera solo laddove il testatore non abbia alcun figlio o discendete e non, quindi, nel caso in cui egli abbia (e sia consapevole di avere) già dei figli al tempo della redazione del testamento e ne sopravvengano altri.

Quindi, se il testatore aveva già dei figli e ne sopravvengono altri, questi possono solo agire in riduzione al fine di ottenere la quota di legittima ad essi spettante (sul punto leggi, Lesione quota di legittima: cosa fare?).

Conclusioni.

Comprendere se un testamento è stato revocato o meno, oppure quale testamento prevalga in presenza di più e diversi testamenti, è di fondamentale importanza ai fini dell’attribuzione dell’eredità. Ciò rileva soprattutto in presenza di una revoca tacita del testamento. Trattandosi di questioni molto delicate e che spesso sono oggetto di lite tra gli eredi, si consiglia di rivolgersi a professionisti esperti in materia che possano consigliare soluzioni adeguate al fine di evitare conseguenze dannose per gli eredi stessi.

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