8 Maggio 2021

Debiti del defunto: trasmissibilità agli eredi e pagamento

A fine di valutare se conviene o meno accettare l’eredità, è importante conoscere i debiti lasciati dal de cuius. In questo articolo analizziamo i debiti ereditari, la trasmissibilità agli eredi e le regole per il pagamento.

Cosa sono i debiti ereditari?

I debiti ereditari sono l’insieme delle obbligazioni che gravano in capo al defunto e che risultano ancora in essere al momento della sua morte. Si pensi ad esempio alle bollette per le utenze non pagate (anche se l’immobile è rimasto disabitato), alle spese condominiali maturate, alle rate del mutuo stipulato dal defunto scadute e non versate, al bollo auto, ecc. Dai debiti ereditari occorre poi distinguere i pesi ereditari e cioè le obbligazioni pecuniarie sorte successivamente alla morte del de cuius, quindi dopo l’apertura della successione. Sono un  esempio le spese funerarie o le spese sostenute per amministrare il patrimonio ereditario.

Quali debiti non si trasmettono agli eredi?

Con l’accettazione dell’eredità, all’erede si trasmettono anche i debiti e i pesi del de cuius. Tuttavia, non tutti i debiti cadono in successione. In particolare, non si trasmettono agli eredi le obbligazioni strettamente personali c.d. intuitus personae, che devono e possono essere adempiute unicamente da un determinato soggetto. Si pensi ad esempio, all’obbligazione di esecuzione di un quadro da parte di un pittore famoso. Al momento del decesso di quest’ultimo, l’obbligazione di realizzazione del quadro si estingue, e non passa agli eredi. Inoltre non si trasmettono:

  • le multe stradali: se l’erede dovesse ricevere una multa per violazione al Codice della Strada commessa dal defunto quando era ancora in vita, questi non è tenuto al pagamento. L’erede potrà quindi impugnare la multa, presentando ricorso al Prefetto oppure al Giudice di Pace competente, rappresentando la circostanza di cui sopra. Analogamente, non è dovuto il pagamento di una cartella esattoriale per il mancato pagamento di una multa da parte del defunto. In questa ipotesi, l’erede dovrà presentare all’Agenzia delle Entrate – Riscossione un’istanza di annullamento in autotutela e successivamente, in caso di mancato riscontro o diniego, impugnare la suddetta cartella avanti la Commissione Tributaria competente;
  • le sanzioni amministrative tributarie: si pensi ad esempio alle sanzioni fiscali per omesso o tardivo versamento delle imposte. Preme precisare che, sebbene l’erede non sia tenuto al pagamento della sanzione, resta comunque dovuta l’imposta non versata dal de cuius. L’erede quindi, sarà tenuto al pagamento del solo importo in conto capitale dell’imposta, escluse le sanzioni;
  • i debiti così vecchi da essere caduti in prescrizione;
  • le pene pecuniarie inflitte per i reati penali: anche in questa ipotesi, nessun importo sarà trasmissibile agli eredi.

Come vengono ripartiti i debiti tra gli eredi?

Ai sensi dell’art. 752 c.c. “i coeredi contribuiscono tra loro al pagamento dei debiti e pesi ereditari in proporzione delle loro quote ereditarie, salvo che il testatore abbia altrimenti disposto”. Pertanto, la ripartizione dei debiti tra gli eredi avviene in misura proporzionale alla quota di eredità ricevuta per successione. In presenza di più eredi quindi, ciascuno sarà tenuto al pagamento di una parte soltanto dei debiti e non di tutte le passività ereditarie.

Tuttavia, il de cuius potrà disporre diversamente con il testamento. Ad esempio, potrà stabilire la distribuzione dei debiti in maniera diversa dalla ripartizione pro quota, oppure che tutti gli eredi siano obbligati in solido tra di loro. Tale regola però, opera solo nei rapporti interni tra gli eredi e non anche nei rapporti tra gli eredi e i creditori.

Il creditore può chiedere il pagamento dell’intero ad uno solo degli eredi?

Spesso i creditori ereditari agiscono per il recupero dell’intero credito nei confronti di un singolo coerede, intimandogli il pagamento. In questo caso il coerede chiamato per l’intero importo, sul presupposto che la sua obbligazione ha natura parziaria e non c’è solidarietà tra gli eredi, ha l’onere di comunicare al creditore i limiti entro cui è obbligato al pagamento del debito, specificando la quota di eredità percepita. Gli eredi dunque hanno l’onere di dichiarare i limiti della propria quota al creditore, altrimenti rischiano di dover rispondere per l’intero, salvo poi rivalersi nei confronti degli altri coeredi.

La regola della responsabilità pro quota degli eredi nei confronti dei creditori vale sempre, anche se il de cuius ha disposto diversamente con il testamento.

Debiti ereditari di natura tributaria: eccezione alla regola

La citata regola viene meno per i debiti ereditari di natura tributaria. In campo fiscale, in base al principio della solidarietà tributaria di cui all’art. 65 del D.P.R. 600/1973, a ciascun erede può essere richiesto l’integrale pagamento del debito, salvo poi per questi rivalersi sugli altri. Tuttavia ciò vale solo per le imposte dirette (ad esempio, l’IRPEF) e non anche per i tributi indiretti (ad esempio l’ IVA) per i quali opera la regola civilistica sopra descritta.

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