26 Aprile 2024

Chi paga il finanziamento contratto dal defunto?

In caso di morte, chi paga il finanziamento stipulato in vita dal defunto? Cosa possono fare gli eredi per non pagare i debiti del defunto? Vediamo insieme cosa dice la legge.

I debiti ereditari.

Con la morte di una persona i suoi debiti si trasferiscono agli eredi.

Infatti, ciascun erede subentra in proporzione alla propria quota di eredità, sia nel patrimonio attivo del defunto che in quello passivo. 

Giusto il disposto dell’art. 752 c.c. “I coeredi contribuiscono tra loro al pagamento dei debiti e dei pesi ereditari in proporzione delle loro quote ereditarie, salvo che il testatore abbia disposto altrimenti”.

E’ bene precisare che il trasferimento dei debiti ereditari si verifica solo in caso di accettazione dell’eredità.

Pertanto, rinunciando all’eredità cui si è chiamati, non si acquistano i debiti del defunto.

Chi paga il finanziamento in caso di morte?

Gli avvocati di miOPPONGO.it operano anche nel settore del diritto successorio e, tra le domande che più frequentemente vengono loro formulate, vi è la seguente: “Avvocato, chi paga il finanziamento stipulato in vita dal defunto?”.
Anche in tale ipotesi trova applicazione la regola di cui sopra.

Come tutti gli altri debiti, in caso di morte, anche il finanziamento non pagato si trasferisce agli eredi, ma solo a quelli che hanno accettato l’eredità. 

Sul punto preme precisare che, a differenza di quanto accade per i debiti tributari, in tale ipotesi non vi è alcuna responsabilità solidale tra gli eredi. Ne consegue che, se uno dei coeredi non dovesse pagare la propria parte del debito, gli altri eredi non rischieranno nulla, non potendo il creditore agire contro di loro.

Ciascun erede si mette al sicuro versando solo la propria quota, a prescindere da ciò che faranno gli altri coeredi.

Come evitare di pagare il finanziamento stipulato dal defunto?

Il trasferimento dei debiti dal defunto agli eredi, non avviene automaticamente ma è necessario che i chiamati all’eredità, accettino appunto l’eredita cui sono stati chiamati.

Come rappresentato nel nostro articolo “L’accettazione dell’eredità“, tale l’accettazione può avvenire sia in forma espressa che in forma tacita, come ad esempio nell’ipotesi di vendita di un bene del defunto.

Chi invece non intende subentrare nel pagamento dei debiti del defunto e quindi nel pagamento delle rate del finanziamento da questi contratto, può rinunciare all’eredità (sul punto leggi,  La rinuncia all’eredità).

Prima di accettare l’eredità, è sempre bene chiedere alla banca un estratto conto ove verificare l’entità residua del debito e confrontare questo con la situazione patrimoniale del defunto. Nel caso in cui il debito sia nettamente superiore all’attivo, sarebbe conveniente rinunciare all’eredità.

In alternativa all’accettazione o rinuncia all’eredità, il nostro ordinamento giuridico mette a disposizione un altro istituto giuridico: l’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario.

In questo caso, gli eredi dovranno pagare i debiti lasciati dal defunto solo nei limiti del valore di quelli ricevuti con l’eredità (fonte, I debiti ereditari dall’apertura della successione, Edizione Maggioli).

Ne consegue che, in caso di omesso pagamento delle rate del finanziamento, i creditori potranno pignorare solo i beni dei coeredi ricevuti con l’eredità e non quelli personali degli stessi, di cui questi era proprietario già prima.

Il consiglio degli avvocati di miOPPONGO.it.

Oltre al suggerimento indicato prima, vale a dire la verifica dell’ammontare residuo da pagare in relazione al finanziamento stipulato dal defunto, c’è un ulteriore controllo che è sempre bene effettuare. 

Prima di pagare l’eventuale finanziamento lasciato scoperto dal defunto, sarebbe bene controllare l’eventuale prescrizione del debito.

Se infatti il credito della banca dovesse essere caduto in prescrizione, il relativo debito del defunto, seppur trasferitosi agli eredi, non genererà alcuna responsabilità e questi potranno liberarsi dall’obbligazione.

Tuttavia la prescrizione non opera automaticamente, ma occorrerà eccepire il fatto dell’avvenuto decorso dei tempi massimi per resistere ad ogni richiesta di pagamento.

Il termine di prescrizione di un finanziamento è di 10 anni.

Pertanto, al fine di verificare l’eventuale prescrizione del finanziamento non pagato, occorre conteggiare 10 anni dalla scadenza dell’ultima rata e verificare se, nel frattempo, è stato ricevuto un sollecito di pagamento.

Il sollecito deve essere stato inviato:

  • al defunto prima della sua morte;
  • agli eredi dopo la morte del defunto.

Se sono decorsi 10 anni e medio tempore non vi sono state altre richieste di pagamento, il debito è prescritto. In caso contrario, invece, il debito è dovuto.

La materia successoria è molto tecnica e articolata. Pertanto, è importante affidarsi ad avvocati competenti in diritto successorio, che possano consigliare se e come agire per la tutela dei propri diritti.

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