13 Marzo 2024

Segnalazione CRIF: come funziona?

Chi ha un mutuo in corso, oppure ha dimenticato di pagare la rata di un finanziamento, sa già cos’è il CRIF e cosa comporta essere considerato un "cattivo pagatore" in seguito a una segnalazione negativa. In questa breve guida spieghiamo in cosa consiste la segnalazione al CRIF, quando e come ottenerne la cancellazione, nonchè l’eventuale risarcimento per i danni subiti da una segnalazione illegittima.

Che cos'è CRIF?

CRIF (acronimo di Centrale Rischi di Intermediazione Finanziaria), è una società privata che si occupa di gestire un database relativo ai movimenti creditizi di privati e aziende, in particolare (ma non solo) nel caso di insolvenza. All’interno degli archivi telematici CRIF, chiunque sia interessato ad ottenere o a concedere un finanziamento, può rintracciare diverse informazioni riguardanti:

  • la valutazione della situazione patrimoniale, economica e finanziaria di un privato o di un’impresa;
  • la puntualità (o meno) di un soggetto nei pagamenti delle rate di prestiti e finanziamenti;
  • la presenza di precedenti finanziamenti concessi o respinti;
  • lo stato di avanzamento dei pagamenti riguardo ai prestiti ottenuti;
  • gli eventuali rischi legati alla concessione di un prestito a un determinato soggetto.

Oltre a ciò, il CRIF si occupa di gestire il SIC (Sistema di Informazioni Creditizie), un archivio informatico di raccolta dati, riguardanti i finanziamenti richiesti da consumatori e imprese, incluse le vicende relative all’accoglimento o al rigetto delle domande. In particolare, il CRIF è conosciuto per indicare i cosiddetti “cattivi pagatori“, inseriti nell’elenco sulla base di segnalazioni, da parte degli enti finanziari, relativamente ai clienti in ritardo con i pagamenti.

Le informazioni (positive e negative), raccolte nell’archivio telematico CRIF, producono l’assegnazione di un punteggio al debitore che  sarà positivo, se il soggetto risulta in regola con i pagamenti, mentre sarà negativo se sussistono ritardi nel versamento delle rate.

Oltre ai privati e alle aziende, al CRIF possono accedere anche le banche, le società finanziarie e gli enti di credito che, ottenendo una visura, possono acquisire informazioni utili a valutare il profilo del soggetto o dell’impresa che richiede un prestito, nonché la sua capacità effettiva di ripagare il debito.

La procedura di segnalazione al CRIF.

Come avviene l’inserimento negli archivi telematici CRIF?

La segnalazione al CRIF avviene quando, per qualsiasi motivo, si rimane indietro con i pagamenti delle rate di un prestito: quando si verifica questa eventualità, l’ente finanziario inoltra una segnalazione al CRIF con la quale indica le rate non saldate e i tempi in cui, intervenuto il saldo, la penalità potrà essere cancellata.

Tuttavia non basta “saltare” il pagamento di una singola quota di debito per essere immediatamente segnalati al CRIF: l’inserimento nel database della Centrale Rischi infatti, avviene solo dopo che al debitore sia stata inviata una comunicazione con la quale gli vengono concessi 15 giorni di tempo per regolare la sua posizione debitoria.

Per ogni rata di finanziamento non pagata, al “cattivo pagatore” presente nell’archivio CRIF, verrà assegnato un punteggio negativo che lo indica come persona che non rispetta i termini stabiliti nel contratto di mutuo o di prestito, quindi – sostanzialmente – lo qualifica come debitore insolvente.

Essere inseriti nella lista CRIF con punteggio negativo comporta un’evidente conseguenza, altrettanto sfavorevole: sarà difficile ottenere ulteriori finanziamenti, oppure modifiche degli accordi presi nel contratto di mutuo o di prestito già concesso e, in qualche caso, anche aprire un conto corrente.
Gli enti di credito e le banche, infatti, utilizzano la massima cautela nella selezione dei soggetti a cui prestare fiducia e denaro e, a questo riguardo, il cattivo pagatore non ha nessuna chance di essere scelto.

C’è poi da dire che il CRIF non raccoglie solo dati negativi, ma all’interno degli archivi telematici viene registrato anche il comportamento creditizio positivo.

E quindi ci si chiede: come si fa a sapere se si è segnalati al CRIF?
Per verificare i propri dati, basta richiedere una visura attraverso una procedura interamente online.

Segnalazione CRIF: come ottenere la cancellazione.

Di norma, la durata di permanenza nel database delle informazioni relative ai “cattivi pagatori” è diversa a seconda dell’entità dell’insolvenza:

  • 12 mesi, se il ritardo nel pagamento riguarda 1 o 2 rate e il debito viene infine saldato;
  • 24 mesi se il debito riguarda 3 o più rate;
  • 36 mesi in caso di grave morosità e di debiti non saldati alla scadenza del contratto di finanziamento.

In ogni caso, trascorsi 5 anni dalle tempistiche appena descritte, il punteggio negativo viene automaticamente cancellato, anche se l’insolvenza prosegue e il debitore non sia riuscito a regolarizzare la sua posizione, saldando le rate non pagate.
Nonostante la cancellazione del punteggio negativo dal database CRIF, i dati personali di chi è stato inserito nell’archivio informatico del SIC rimangono catalogati.
È comunque possibile ottenere la cancellazione del proprio nome, la modifica o la correzione dei propri dati, rivolgendosi alla banca che ha fatto la segnalazione alla Centrale Rischi, oppure inoltrando la richiesta direttamente al CRIF.

Quando l’istanza di rettifica viene inviata direttamente al CRIF la risposta non sarà immediata ma dovrà, comunque, pervenire entro 30 giorni: in questo lasso di tempo, ai dati personali inseriti negli archivi verrà apposta l’annotazione “in corso di verifica” per contestazione dell’interessato e il CRIF svolgerà le dovute consultazioni con l’ente finanziario che ha effettuato la segnalazione.

Segnalazione CRIF illegittima.

I casi più frequenti di segnalazione illegittima al CRIF sono i seguenti:

  1. MANCATA RICEZIONE DEL PREAVVISO.

La Banca, prima di procedere con la segnalazione al CRIF, è tenuta a trasmettere un preavviso in tal senso al cliente.

Tale informativa è di fondamentale importanza in quanto consente di offrire al debitore la possibilità di intervenire prima della segnalazione di morosità.

Per consolidata giurisprudenza infatti, la Banca o comunque l’intermediario deve, a pena di illegittimità della segnalazione, preavvertire il cliente almeno 15 gg prima della segnalazione.

  1. MANCATO AGGIORNAMENTO DELLA SEGNALAZIONE DOPO LA RIDUZIONE DEL CREDITO ACCERTATA GIUDIZIALMENTE.

Laddove venga accertato giudizialmente che l’esposizione debitoria del cliente è inferiore a quello pretesa dalla Banca, quest’ultimo sarà obbligato a comunicare al CRIF di aggiornare la banca dati ove è avvenuta la segnalazione indicando la corretta entità del credito.

Cosa fare in caso di segnalazione illegittima al CRIF?

Nell’ipotesi di segnalazione illegittima, l’interessato può ottenere che i suoi dati vengano rettificati o cancellati formulando apposita istanza all’ Ente, dimostrando l’illegittimità della segnalazione effettuata.

Inoltre, in caso di segnalazione illegittima o errata al CRIF è possibile chiedere ed ottenere anche il risarcimento dei danni eventualmente subiti, il cui onere probatorio è a carico del soggetto “segnalato”.

All’interessato infatti, potrebbe spettare un risarcimento del danno patrimoniale (ad esempio, il danno derivante dal mancato ottenimento di un nuovo finanziamento a causa dell’illegittima segnalazione) ma anche del danno non patrimoniale a causa, ad esempio, della lesione della propria credibilità e reputazione creditizia derivante dalla illegittimità creditizia.

Il risarcimento del danno da segnalazione illegittima al CRIF non è automatico, ma deve essere provato.

Laddove la segnalazione illegittima al CRIF  dovesse permanere, nonostante la richiesta avanzata, si potrà, con l’assistenza di un avvocato, percorrere due strade:

  1. Presentare ricorso all’Arbitrato Bancario Finanziario, che ha il vantaggio di avere tempi contenuti e costi più bassi rispetto ad una causa in Tribunale, ma le cui decisioni non sono vincolati; oppure

  2. Instaurare una causa in Tribunale, che ha tempi più lunghi e costi più elevati ma la sentenza che viene emessa al termine del contenzioso ha carattere vincolate.

E’ bene ricordare che ogni caso concreto ha le sue peculiarità e deve essere attentamente valutato.

Per tale motivo, prima di avanzare richieste risarcitorie alla Banca è importante affidarsi ad un avvocato, competente in materia, per verificare se vi sono gli estremi per una richiesta risarcitoria e quindi impostare una idonea strategia difensiva per l’allegazione e la prova dei danni patiti.

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