3 Maggio 2024

Autovelox non omologato: secondo la Corte di Cassazione la multa deve essere annullata.

Con la recente Ordinanza N. 10505/2024, la Cassazione ha stabilito che non sono valide le multe per eccesso di velocità se l’autovelox non risulta omologato. Vediamo insieme quali importanti risvolti pratici potrebbe avere la decisione in esame.

Il caso.

Con la suindicata Ordinanza, la Corte di Cassazione Sez. 2^ Civile ha accolto il ricorso di un automobilista, multato per aver superato di 7 km orari il limite di velocità su di un tratto di tangenziale ove era previsto il limite di 90 km orari.

Il ricorrente chiedeva quindi annullarsi il verbale impugnato, posto che l’infrazione era stata rilevata mediante un autovelox solo approvato ma – si badi – non omologato.

E ciò, in spregio alla norma di riferimento.

Cosa prevede la norma?

Sul punto, l’art. 142 co^ 6 Codice della Strada stabilisce infatti che “per la determinazione dell’osservanza dei limiti di velocità’ sono considerate fonti di prova le risultanze di apparecchiature debitamente omologate”.

Ne deriva che l’apparecchiatura mediante la quale viene rilevato il presunto eccesso di velocità, deve essere non solo approvato ma altresì omologato.

Le due procedure, tuttavia, quella di approvazione e di omologazione, per quanto molto spesso indebitamente fatte coincidere l’una con l’altra, non sono e non possono essere sovrapponibili.

Il Regolamento di attuazione del codice della strada, infatti, risulta fumoso sul punto e non consente di distinguere tra dette procedure (approvazione e omologazione), le quali sono state erroneamente intese l’una sinonimo dell’altra.

Ma non è così.

La decisione della Corte di Cassazione Ordinanza N. 10505/2024

Come riconosciuto dalla giurisprudenza, che trova ora il proprio importante sigillo nella recente Ordinanza della Cassazione qui in commento, “il procedimento di approvazione costituisce un passaggio propedeutico al fine di procedere all’omologazione (costituente, perciò, frutto di un’attività distinta e consequenziale) dell’apparecchio di rilevazione elettronica della velocità”.

E ancora, secondo la Cassazione, vi è una distinzione netta tra omologazione e approvazione dei dispositivi elettronici, non tanto sulla procedura, quanto sulla finalità perseguita:

L’omologazione consiste in una procedura che – pur essendo amministrativa (come l’approvazione) – ha anche natura necessariamente tecnica e tale specifica connotazione risulta finalizzata a garantire la perfetta funzionalità e la precisione dello strumento elettronico da utilizzare per l’attività di accertamento da parte del pubblico ufficiale legittimato, requisito, questo, che costituisce l’indispensabile condizione per la legittimità dell’accertamento stesso, a cui pone riguardo la norma generale di cui al comma 6 dell’art. 142 c.d.s.”.

Ne deriva che le apparecchiature approvate devono necessariamente essere distinte da quelle omologate.

Se l’autovelox che ha rilevato l’eccesso di velocità non risulta omologato, la multa notificata all’automobilista andrà quindi annullata.

Quali risvolti pratici potrebbe avere tale decisione?

La decisione in commento potrebbe quindi dare il via a un nuovo scenario in materia di ricorsi proposti avverso i verbali elevati per eccesso di velocità.

Il nostro consiglio, laddove l’automobilista dovesse decidere di impugnare un verbale ove gli si contesta detta infrazione, è quello di richiamare certamente l’ordinanza sopra indicata, contestando oltre al vizio procedimentale (ossia la mancata omologazione dell’autovelox), anche altri vizi formali e sostanziali dell’atto (a titolo meramente esemplificativo, estraneità ai fatti, ecc..).

Certamente, trattasi di decisone che farà molto discutere e in merito alla quale le PPAA saranno chiamate a prendere posizione.

Di sicuro, l’Ordinanza in commento ben potrà essere presa come riferimento da tutti i giudici che, d’ora in avanti, saranno chiamati a pronunciarsi su ricorsi di tal fatta (per modalità e tempistiche dei ricorsi vedi i nostri articoli di riferimento), avendo la decisione in commento dato il via a un orientamento giurisprudenziale di favore nei confronti degli automobilisti.

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